Erano gli anni Settanta, un focolaio di innovazione e di nuove dinamiche sociali si stavano oramai affermando. Il mondo più che in espansione era in piena esplosione culturale. Quella che fino a poco prima era considerata una rivoluzione, ora si andava consolidando come la nuova realtà. Fu proprio in questo humus culturale che in ambito psicologico il mondo ha avuto la fortuna di assistere all'incontro tra un gigante del tempo in campo dell'ipnosi clinica e due studiosi: un linguista e un personaggio piuttosto eccentrico a metà tra uno psicologo, un matematico e un informatico. Da questo incontro nacque una Tesi Universitaria che assumeva più le fattezze di una pietra miliare, dando vita al contempo una delle discipline più interessanti a mio parere in ambito dell'osservazione.
La leggenda narra che i due apprendisti altro non fecero che schematizzare l'incredibile lavoro che Milton H. Erickson era in grado di fare con i propri pazienti. In seguito si aggiunsero anche i modelli su Virginia Satir e altri. Fino a quel momento gli studi fatti su di Erickson e sui suoi successi si limitavano a una mera sbobinatura delle sue sessioni di terapia. La differenza? Semplice, invece che dei singoli casi da prendere come ESEMPI di successi a se stanti, ciò in cui riuscirono Richard Bandler e John Grinder fu creare dei MODELLI. Non a caso uso il termine modello, perché il vantaggio tattico fu proprio che, da quel momento in poi, si potevano studiare quei modelli per tentare di replicarne i risultati.
Una delle basi delle tecniche che da quell'incontro scaturirono potrebbe più o meno essere riassunta come segue:
"Se sei in macchina in velocità e davanti a te hai una curva impegnativa fiancheggiata da un muro di cemento armato: se fissi il muro stai sicuro che ti ci andrai a schiantare contro, ma se ti concentri sulla via d'uscita allora hai sicuramente una possibilità in più di farcela."
E' ben diverso da "spera intensamente di cavartela e te la caverai sicuramente" è più un modo per focalizzare all'azione la propria attenzione, e direzionarla come un laser all'ottenimento di un obiettivo in termini positivi, quindi di riuscita. Questo, se non garantirà il successo, quanto meno ci ben predisporrà verso la sua riuscita.
Quindi niente di irrazionale, nonostante il nome della tesi che scaturì dal lavoro di Bandler fosse "La struttura della Magia". Ma quella è l'arte della provocazione e fa parte di un'altra storia. E poi in fondo, come avevo già citato, lo stesso Arthur C. Clark ci dice che "Ogni tecnologia sufficientemente evoluta è indistinguibile dalla Magia". Quello che fecero Bandler e Grinder fu proprio questo, prendere dei soggetti talmente abili nei loro campi da essere considerati dei geni assoluti, dei "maghi" e svelare a tutti la struttura della loro "Magia" rendendola Tecnologia.
Favole a parte, quali sono questi modelli cui attingere che modellano la nostra percezione del mondo e il conseguente nostro comportamento? Andrebbero conosciuti visto che sono alla base di gran parte di tutti gli spot pubblicitari o dei sistemi di vendita degli ultimi decenni?
Qui il discorso si fa interessante, almeno per me. Quindi mettiamola così, se approfondire queste tecniche vi dovesse interessare ne parlerò ancora. A voi la parola.