Tour di Sardegna - 01. Between

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Foto dell'autore - Bastioni e Capo Caccia

Si può dire che Alghero sia la mia seconda città, il luogo che più ho nel cuore dopo il mio paese di nascita. Quando ero piccolo ci trascorrevo le vacanze e da grande ci sono tornato per laurearmi; sicuramente è la città dove ho passato più tempo nel corso della mia vita.

Quindi non a caso, in questo primo capitolo del TdS vi parlerò di Alghero, ma non in maniera generalista che il web è zeppo di guide turistiche, vi parlerò del luogo che forse più di ogni altro mi rimane impresso, di un punto particolare dove, se ci passate, molto difficilmente potrà capitarvi di incontrare turisti.

Chi la conosce sa che a nord, dove il centro abitato affacciato sul mare si allunga verso Fertilia, alla fine del Lido, c'è una pineta che si chiama Maria Pia. La pineta è sulla spiaggia - lasciatemi dire: se andate per farvi le vacanze estive non fermatevi alla spiaggia del Lido, andate un pò più in là, dopo il campeggio -.

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Foto dell'autore - Spiaggia Maria Pia

Ma io non sono qui per parlarvi di questa bella spiaggia, vi invito a fare una cosa, a voltarvi e dare le spalle al mare. Naturalmente vedrete la strada dalla quale siete arrivati ma, al di là, potrete vedere varie cose, varie barriere che non vi permetteranno di andare troppo oltre con lo sguardo e arrivare al retrostante e ben nascosto stagno del Calich: un filare di alberi, qualche vecchio edifico abbandonato, un ristorante. Dipende da quale altezza siete; se più vicini ad Alghero, a Fertilia, o proprio a metà strada (stiamo parlando di una fascia di territorio lunga a occhio e croce un paio di chilometri).

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Foto dell'autore - Pineta

Ma torniamo indietro, fermiamoci per ora alla fine della città, in questo luogo che non è ne carne ne pesce, ne villaggio turistico o paese, o campeggio o altro, forse soltanto un'area di passaggio; zone che spesso vi capiterà di sentir chiamare in-between dagli urbanisti. Bene, ora, invece di dirigervi a sinistra, dentro la pineta, fate un piccolo sforzo e andate nella direzione opposta, cercate qualche piccola stradina, rurale che possa permettervi di addentrarvi nel territorio (meglio se la stradina in questione non è asfaltata); vi ritroverete in un "tipico" (segnatevi questo termine) paesaggio di campagna, i campi, qualche casetta, qualche recinto. Camminate, di tanto in tanto, se la strada che avete trovato è quella giusta, dovrete un pò sforzarvi fra gli sterpi e gli arbusti (un machete potrebbe fare comodo).

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Foto dell'autore

Bene, siamo arrivati, più o meno... ma tipico? E tipico di dove? Perché è proprio qui che viene il bello; sfido un qualunque sardo a riconoscere questo fazzoletto di terra come facente parte dell'isola, se venisse paracadutato a occhi bendati in questo luogo non sarebbe capace di rendersi conto che effettivamente è ancora qua, ne sono certo.
La prima volta che mi sono imbattuto in questo paesaggio così particolare sono rimasto letteralmente di stucco; noi sardi non siamo molto abituati a vedere campi regolari contrassegnati da filari di eucalipti. Rimasugli delle bonifiche del ventennio fascista. Ma anche le casette rurali non hanno nulla a che vedere con quelle che si possono trovare al centro, o anche in Campidano, perlomeno per quanto ne so e ho visto io. Ricordano più ciò che siamo abituati a vedere, magari nei film e in tv, per quanto riguarda i paesaggi più prossimi alla pianura Padana; non so ricordo che la prima volta associai subito con l'Emilia Romagna, così, di primo acchito.

Non saprei quanto possa essere apprezzato questo luogo nel senso che lo vedo io, quanto possa rendersi conto un continentale di questa cosa, di questo unicum, così esclusivo. E' proprio questo che ne fa, a mio avviso, una delle tante gemme sconosciute ai più.