Trovo il tempo dopo tanto di scrivere qualcosa anche io.
Sapete tutti che la curation ci porta via un bel po' di tempo e per questo motivo e, per il lavoro che faccio, non riesco a trovare un momento per scrivere.
In questo post voglio parlare delle persone meravigliose che ho incontrato nella mia vita dopo essermi trasferita da Londra a Cagliari.
Ho trovato più di una famiglia, delle persone che mi hanno accolta come fossi una sorella senza mai giudicarmi e prendendomi a cuore nel più profondo dei modi.
Sapete tutti che la mia visita qui a Cagliari sarebbe dovuta essere stata temporanea, solo un viaggio di una settimana.
Invece, ho deciso di rimanere in quanto sono riuscita a trovare anche un lavoro.
Ma quello che ho trovato non è stato solo un lavoro, è stato molto di più.
Sono entrate a far parte della mia vita tre persone meravigliose: Federica (con le sue due fantastiche bimbe), Michele e Valentina.
Federica e Michele sono due fuori di testa, in senso buono.
Mi hanno accolta in un modo molto particolare e, da subito, ho capito che con loro non mi sarei mai annoiata a lavoro.
Sono due persone matte, spiritose e sono capaci di farti esaurire (in senso buono), non hanno paura di mostrarsi per quello che sono fregandosene del giudizio degli altri e, cosa più importante hanno un cuore immenso.
Valentina è più pacata, a parte quando beve due, tre Red Bull e si mette a pulire la cucina nei luoghi più impensabili.
Anche lei, ha un grande cuore.
Hanno avuto tutti e tre tanta, troppa pazienza con me.
Si sono affezionati tanto quanto io mi sono affezionata a loro.
E quando mi sono sentita nuovamente persa, quando ho rischiato nuovamente di chiudermi nella mia stanza e non mangiare, quando stavo decidendo di lasciare Cagliari, non mi hanno giudicata, anzi.
Hanno deciso di starmi accanto e io sono riuscita ad uscire dalla mia stanza e recarmi al locale solo per stare in loro compagnia.
Mi hanno portata al mare, a mangiare insieme, a bere insieme e a scambiare quattro chiacchiere ma, soprattutto, abbiamo riso tanto.
Hanno addirittura minacciato di strapparmi i documenti per non farmi partire e, continuamente, mi chiedevano se avessi cambiato idea.
Nel mentre, è entrata un'altra persona a far parte della mia vita, che mi ha fatta ragionare, dicendomi che non è scappando che avrei risolto i miei problemi.
Io sono una persona che tende a scappare, pensando che il luogo mi possa far dimenticare il mio travaglio interiore, ma non è così.
Stavo andando via da Cagliari a malincuore, quando ci pensavo mi venivano le lacrime agli occhi.
Lasciare queste tre persone fantastiche che erano entrate a far parte della mia vita, come potevo farlo?
E poi, avrei risolto i miei problemi allontanandomi dalle uniche persone che riuscivano a farmi sorridere?
Come avrei fatto senza più incontrare i loro sguardi, abbracciarli e parlare con loro delle cose più svariate?
Dove sarei andata a finire? Sarebbe stato il luogo adatto?
Ho deciso quindi di smettere di scappare, perché il vero problema si trova dentro di me e quando una cosa si trova dentro di te, non puoi scappare sperando che non ti seguirà.
Devi solo imparare a gestirla e a farla scomparire piano piano.
Ho deciso quindi di smettere di scappare.
Ho deciso di smettere di scappare.
O almeno, se proprio una persona decide di spostarsi dovrebbe farlo con una valida motivazione come quando decisi di lasciare Londra.
In questo caso io, la vera motivazione per andare via da Cagliari non ce l'avevo, era una stronzata che mi ero messa in testa.
A volte le persone mi chiedono da dove vengo, visto che il mio accento non è sardo. Tutti mi dicono la stessa cosa:
"E cosa ci fai qui?"
"Ho vissuto tre anni a Londra, sono partita per una vacanza per Cagliari e ho deciso di rimanere perché mi sono innamorata sia del posto che delle persone"
E tutti, sempre, mi hanno detto che per loro è un onore avere qui me. Che ho avuto tanto coraggio, che sono una persona da ammirare e che sono anche fuori di testa.
Io sono molto umile, dico sempre che non ho fatto niente di straordinario.
Sapessero loro, cosa ho passato. Mi vergogno solo a pensarlo.
Sono più debole di quanto possano mai credere ma ora, sto cercando di rimboccarmi le maniche.
Lo so, lo avevo detto anche in un altro dei miei post ma purtroppo i momenti di down ritornano a colpirmi spesso, quando meno me lo aspetto.
Stavo scappando allontanandomi dalle uniche persone che mi fanno stare bene perché il momento di down che mi aveva colpito questa volta, era troppo grande e mi stava facendo prendere decisioni davvero sbagliate.
Penso che questa sia stata la prova che se lo voglio veramente, posso essere in grado di gestire i miei momenti no.
Torneranno forse, anche se mi auguro di no, ma sarò sicuramente più pronta a saperli affrontare.
Ringrazio quindi queste tre, anzi ormai quattro, persone meravigliose che mi hanno fatta ragionare mostrandomi tutto il loro affetto cosa che forse penso di non meritarmi ma che comunque accolgo e la porto nel mio cuore cercando di ricambiarla nel migliore dei modi.
Ultimo, ma non meno importante, il diavoletto che ho adottato e che lui, per riconoscenza mi ha appena aperto mezzo dito con le sue unghie affilatissime.
Molti di voi lo hanno già visto, ma, per chi se lo è perso, vi presento Leon.
Si arrampica ovunque, soprattutto sulle mie gambe. Adora mordere qualsiasi cosa, soprattutto le mie braccia e la mia faccia.
È un angelo solo quando dorme.
È un mondo fatto per due
come le selle delle moto
come le stelle se le guardi sola
Non è uguale senza di me.
Coez, Le luci della città
Tutte le immagini sono di mia proprietà