E' sempre colpa loro... No, fa comodo così

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Quello di oggi è un post su un tema delicato. Probabilmente non troverò molto riscontro, ma ho voglia di parlarne lo stesso, di getto. Non intendo far partire una polemica, forse neanche un dibattito. E' un racconto di una vicenda successa pochi giorni fa, nella "mia" città... che poi non è mia perché abito in un paese distante 5km.

Il tutto inizia con dei messaggi su un gruppo di WhatsApp e prosegue con un articolo sul giornale(online) provinciale. Un ragazzo della mia età, al massimo un anno in più o uno in meno, è stato picchiato. Erano le 7 del pomeriggio e stava andando a giocare una partita di calcio. Viene fermato da alcuni ragazzi di colore che gli chiedono una sigaretta. Lui gliela nega dicendo di non averle o di non essere un fumatore; viene aggredito e derubato del portafoglio... successivamente viene condotto in qualche modo all'ospedale, ma pare non sia nulla di grave.

Non conosco il ragazzo di persona, non l'ho neanche mai visto se non attraverso la sua foto di profilo su Facebook. Questo non è importante ma voglio specificarlo lo stesso. Sempre su Facebook inizia l'indignazione delle persone, sapete... con i soliti commenti razzisti che non voglio neanche ripetere. Tanto li conoscete tutti, sono sempre gli stessi.
Giornali regionali raccontano la vicenda, Casapound chiede la chiusura dei centri di accoglienza. Si, Casapound è anche qui.

Successivamente iniziano gli insulti in generale alle persone che sono in qualche modo a favore dell'integrazione, sempre con frasi molto fini e poetiche. Non giustifico in alcun modo l'atto commesso dai migranti, semplicemente non bisogna fare di tutta l'erba un fascio(e il fascio preferirei proprio evitarlo). Comunque trovo impensabile che si possa venire aggrediti per non aver dato una sigaretta. Credo ci sia di qualcosa di strano, qualcosa di non detto... un insulto razzista da parte del ragazzo, una qualunque provocazione. Non giustifico comunque l'uso della violenza, ma almeno c'era una motivazione. Inizio a credere che viviamo in una società triste... forse è davvero così e sono troppo ingenuo io per capirlo... chissà.

Credo che Facebook oggi abbia tolto alla maggior parte delle persone ogni sorta di freno inibitorio, qualunque meccanismo che ti portava a riflettere prima di dire qualcosa. Forse è il tempo: Ci vogliono 5 minuti per scrivere uno stato sui social... prima dovevi almeno trovare una persona con la quale interloquire. Ma questo è un appunto personale, torniamo alla vicenda.

Passano alcuni giorni e ovviamente c'è una denuncia in corso. Le forze dell'ordine fanno il loro lavoro, controllano nei centri d'accoglienza e svolgono le loro indagini. Alla fine si scopre che il ragazzo aveva perso tutti i soldi al gioco d'azzardo(ipotizzo alle slot machine dei bar) e non sapendo come spiegarlo ai genitori si è autoinflitto delle ferite, ha inscenato il pestaggio e il furto.

Leggo l'articolo del giornale e rimango di stucco. Tralasciando le mie considerazioni personali sul gesto fatto dal ragazzo, non so che mi sarei aspettato. Forse un mea culpa da parte delle persone che hanno inveito sui social, forse un post di condanna contro la vicenda. Ma nulla di tutto questo è accaduto... quanta ipocrisia.

Non so cosa aspettarmi da questo mio post. Forse nulla, forse scuoterò un po' gli animi.

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