Chi se li ricorda i No global? molto probabilmente a questa parola il 90% pensa in modo errato ai black-block, scomparsi pure loro. In realtà i no-global erano pacifisti oltre che parecchio trasversali sul piano politico.
Non a caso il neo-liberismo li vedeva come fumo negli occhi. Quasi per certo l'operazione black-block aveva il braccino di qualcuno. L'intento appunto di fare confusione facendo passare i pacifisti per spaccavetrine. Obiettivo ampiamente centrato, almento stando al senno di poi. Anche perchè il messaggio che loro stavano lanciando, buttandola in caciara grazie anche alla disgrazia di Piazza Alimonda, è andato perso o non pervenuto.
Eppure la ruota gira, e il globalismo si è auto-silurato da solo. Lo dicevo in qualche post fa, divisione del mondo in due blocchi con fine del globalismo. Ma non ero il solo a dirlo ovviamente.
Oggi è arrivata una voce ben più autorevole, ovvero Larry Fink, presidente di BlackRock. Cioè uno dei fondi di investimento e capital venture più potenti, iconici e in qualche modo visionari del mondo finanziario moderno. Nella lettera agli investitori parla di tre tematiche ben precise. Globalizzazione, criptovalute e transizione "green".
In sostanza la globalizzazione come l'abbiamo vista non esiste più. E' evidente che ci sarà un fortissimo cambiamento geopolitico, per ora tutto da disegnare. Ma per certo si possono formulare delle ipotesi. Una è quella di una nuova guerra fredda, per non dire polare. Russia e Cina, forse anche India, in una contrapposizione al sistema Atlantista/occidentale.
Come avevo già anticipato in altro post, è evidente per una mera questione storica, che questi paesi non hanno le capacità di inventare o guidare invenzioni tecnologiche. Internet e la blockchain non vengono da queste nazioni. Quindi è molto facile poter prevedere che il next big change derivi dal mondo occidentale. Questo porterebbe a scenari già visti fino alla fine degli anni 80, due macrosezioni planetarie parecchio disaccoppiate sul piano evolutivo e tecnologico civile. Meno o paritetico su quello militare. Non parliamo poi dei controsensi, Cina e India che hanno praticamente più della metà della popolazione mondiale. Si troveranno, senza l'occidente, in considerevole difficoltà economica tanto da dover ripristinare leggi sul controllo delle nascite.
Per noi le cose saranno positive e negative. Di certo gli aggeggi tecnologici costeranno molto di più, per contro le produzioni in terra occidentale andranno a creare considerevoli opportunità lavorative. Probabilmente con un salto qualitativo parecchio considerevole.
Questa doppia velocità porterà a diversi livelli di transizione green, che comunque potrebbe subire un rallentamento, o addirittura uno stop probabilmente proprio in uno dei paesi citati prima.
C'è poi il tema delle criptovalute, se non altro sul piano dei regolamenti ma non solo. E' altamente probabile che Euro e Dollaro diventino digitali probabilmente con tempistiche più rapide di quanto si potesse immaginare solo un mese fa. Le stable-coin potrebbero sparire proprio in virtù del fatto che le Fiat prenderanno quel preciso ruolo. Bitcoin e le alt-coin rimarranno li, magari con uno sfoltimento della truppa. Una sorta di gateway militarizzato o controllato tra i due mondi.
Essendo previsioni, per altro in qualche modo pure rosee rispetto al rischio di un conflitto nucleare, potrebbero anche essere sbagliate o andare in altro modo.
Come diceva il detto "fare e disfare è sempre un gran lavorare"
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