L'età avanza, mentalmente però è tutto uguale. Si aggiunge la memoria di cose fatte, che magari pensi di poter fare ancora, o di esserne quanto meno in grado.
Poi ci sono piccole cose che ti riportano alla realtà. Oggi ho venduto la moto, se la sono portata via qualche ora fa. Non ci ho pensato granché in questi giorni, anzi per nulla. Eppure, ora mi rendo conto che con essa se ne è andato un pezzo di gioventù.
Ricordo dal concessionario quando l'ho ritirata e l'hype a mille i giorni prima. Il primo giro, e dopo qualche grado di manopola sembrava di essere in groppa ad un razzo lanciato verso la luna.
I giri d'estate verso le località di mare, le gimcane in città. Poi il cambio di lavoro, dalla città mi sono spostato fuori, la moto di colpo non era più praticabile. E la moto rimane ferma, qualche volta ti ricordi di accenderla finché un giorno tra batteria scarica e i materiali che invecchiano non si accende più.
È incredibile come le cose si scassino anche se stanno ferme.
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Cinque anni fa torno a lavorare vicino casa, eccola lì, può tornarmi utile, ma alla fine tra una cosa e l'altra è rimasta immobile in garage nello stesso punto. Di nuovo cambio di lavoro e addio proposito. Di lei oramai mi ricordavo solo per le tuonate ai reni quando dovevo passare oltre in garage. Il manubrio implacabile mi faceva sentire la sua presenza, forse anche per dirmi che era ora di liberarla.
Così è stato. Solo ora mi rendo conto che per certo non salirò più su una moto di mia proprietà, o quanto meno non credo. Poi per farci che? Oggi il traffico è aumentato in modo sensibile, le auto sono sempre più larghe, con la gente mezza rintronata dai cellulari la probabilità che ti centrino come un moscerino sul parabrezza non dico che sia una certezza, ma poco ci manca.
Eh, che bella la gioventù
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