Ieri ho commentato, e non è la prima volta che mi capita, il post su Facebook di un amico che riguarda Amazon. Il mio amico aveva una attività di rivendita e assistenza per computer che ha recentemente chiuso. Chiaramente la causa è correlata anche ad Amazon.
Se dovessi fare un analisi macroeconomica, i "negozietti" che vendono computer e fanno assistenza non sono più profittevoli da tempo. Nati a metà degli anni 90 hanno avuto un boom ma poi dieci anni dopo era già piuttosto chiaro che il trend si era invertito. Sono arrivate prima le grandi catene di negozi e poi l'ecommerce. Mettiamoci che i computer si sono evoluti e il cosiddetto assemblato è scomparso. Ma anche i notebook nel tempo sono stati aggrediti da netpc prima, tablet poi, senza contare gli smartphone. Se prendiamo una utenza media che guarda la posta (pardon Whatsapp) e legge qualche stupidaggine su Facebook, Android o IOS su uno schermo da 5" sono più che sufficienti.
Già da tempo il mio amico spara a zero su Amazon, fino a qui la cosa sarebbe legittima, il problema è che poi facendo un ragionamento "petroliniano" (Io nun ce l'ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t'hanno buttato de sotto) se la prende con i consumatori. La gente è priva di etica e comprando da Amazon stanno distruggendo il mercato classico, quello dei negozietti appunto. E dagli al consumatore...
A questo punto arriva la mia contestazione. Amazon è vincente anche (sottolineo anche) perché non rispetta le regole di gioco a cui sono sottoposti tutti i player della piccola distribuzione. La stessa cosa si può analizzare con i negozi di alimentari a conduzione familiare versus gli ipermercati. Sappiamo come è finita.
Ok, ma questo è colpa dei consumatori? No, il consumatore va dove ci sono delle condizioni di favore (prezzo, servizio). Lo stesso negoziante quando compra la merce da vendere fa lo stesso. Si chiama mercato della domanda e offerta.
Cercare di sensibilizzare la gente con etica (quelli pagano le tasse al 2%, hanno schiere di precari nei magazzini) pur rispondendo a verità, non sposta assolutamente la questione. Quante volte abbiamo visto messaggi in cui si invitava a fare sciopero della benzina o di altri prodotti? Se lo facesse il 90% è vero che la questione si sposterebbe. Ma noi siamo troppi ed è impossibile incanalare tutti verso un unica direzione. L'ultima volta che successe in modo non pilotato, fu la rivoluzione Francese, non proprio l'altro ieri.
Considerando che il mio amico ha avuto un passato politico è proprio qui che casca il punto. La Grande Distribuzione Organizzata paga due spicci di tasse, schiavizza il precariato e distrugge la piccola concorrenza perché la classe politica non solo lo permette, ma pure gli offre il suo aiuto in cambio di una foto con il famoso CEO di turno. Come a dire "ehi grazie a me sto tizio viene a investire in Italia".
Se stai giocando e qualcuno bara, non è che te la puoi prendere con gli altri, ma caso mai vai a questionare con chi comanda affinché vengano ristabilite le regole.