E ci risiamo, in Piemonte hanno avviato il blocco dei mezzi "euro 5" e chiaramente tutte le classi inferiori, per quasi un centinaio di comuni oltre al capoluogo torinese.
Come sappiamo gli amministratori locali hanno l'intelligenza pari a quella di un trilobite, per cui parte uno e via dietro tutti gli altri. Da qui a sei mesi girare con una vettura più vecchia del 2015, anno di introduzione dell'Euro 6, sarà equivalente ad un reato amministrativo locale.
Se fai una norma, che sia anche comunale come quella in oggetto, si presume che almeno le basi di conoscenza tecnica ci siano, altrimenti che la fai a fare. Eppure non è così, perché le differenze tra Euro 4, 5 e 6 nei limiti posti alle emissioni di scarico sono praticamente nulle. Cioè un euro 4 equivale ad un euro 6, con pochissime differenze.
Le grandi differenze tra la quattro e la sei risiedono nei sistemi di sicurezza accessori, non nelle emissioni, ma questo per un motivo semplice. Se allo scarico metti un tappo, la macchina non va e più di questo non si può fare. Ergo già nel 2005 abbiamo raggiunto il massimo teorico.
Tralasciamo che una ordinanza comunale di questo tipo pone problemi che si potrebbero richiamare alla Corte Costituzionale, visto che per girare si paga il bollo dell'auto e si effettua un collaudo che ne certifica la regolarità tecnica. Tanto è vero che sulle autostrade e strade statali il blocco non vale.
Ma è una doppia farsa, perché nel marzo del 2020 in pieno lockdown con le strade vuote per ovvie ragioni, le centraline che misuravano l'inquinamento delle polveri sottili strillavano a più non posso. Ma come? non gira un'auto e l'inquinamento è alle stelle?
Non sono le auto il problema, nemmeno usando la balla che "girando alzano le polveri". Balla che per altro sarà riesumata quando ci saranno solo auto elettriche.
Non credo ci sia una sola motivazione, ma più di una, per spingere gli amministratori locali a farsi odiare dai cittadini. Una è che non vogliono vedere auto in giro, due che si vuole spingere, anche per vari interessi, la mobilità pubblica, tre che si vuole spingere a spendere soldi inutilmente in cambi vettura. Poche idee ben confuse.
A Roma fino ad oggi si sono tappati le orecchie, ed è curioso perché per tutto il secolo scorso qualsiasi governo ha di fatto avvallato la mobilità su gomma privata. Si vedano rottamazioni e incentivi. La mobilità pubblica non è adeguata, non è adeguabile a meno di costi impossibili, ma nemmeno si vuole farlo.
Quindi il blocco delle vetture è solo una violenza di Stato, almeno fosse appunto una legge nazionale. Se devi andare da "A" al punto "B" che fai, prendi la cartina e tipo il risiko cerchi di capire quale giro fare per evitare il comune rompiballe, ammesso che lo riesci a sapere... Non è una cosa seria questa.
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