Cambia tutto per non cambiare nulla?

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Il prossimo 3 novembre si terranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. In genere le cosiddette re-election sono una quasi passeggiata per il presidente in carica, non a caso gli sfidanti di solito non sono nomi pesanti, quelli si palesano alla fine del mandato.

Dal dopoguerra ad oggi infatti si contano solo tre casi di non ri-elezione. Ford nel 1976 perde le elezioni nei confronti di Carter il quale a sua volta nel 1981 non riuscì a riconfermarsi contro Reagan. Più di recente Bush sr nel 1992 perse le elezioni nei confronti di Clinton, anche e sopratutto per la prima guerra nel Golfo, portata poi a compimento dal figlio nel suo mandato presidenziale.

Quindi nell'epoca recentissima proprio Clinton, Bush Jr e Obama sono riusciti a riconfermarsi abbastanza agilmente per il secondo mandato. Che per chi non lo sapesse è limitato ad un massimo di due.

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Image by Tibor Janosi Mozes from Pixabay

Ho fatto questa premessa perché gli eventi di queste settimane, dalla morte dell'afro-americano George Floyd, stiano segnando quello che potrebbe essere la designazione del vincitore delle prossime elezioni.

Visto da fuori sembra che Trump, forse forte proprio del fatto che le ri-elezioni sono da trent'anni una formalità, abbia completamente sbagliato. In fondo se andiamo ad analizzare in modo cinico, fatti simili a quello di Minneapolis erano avvenuti persino quando Obama era in carica.

Trump avrebbe potuto facilmente smarcarsi dalla questione ed invece prima è rimasto in silenzio, poi ha sostenuto la polizia per i fatti di saccheggio (e da un punto di vista formale era corretto) per poi andare a trovarsi dal lato sbagliato della vicenda.

A prendere la palla al balzo lo sfidante Joe Biden che potrebbe essere seriamente il futuro Presidente degli Stati Uniti visto che viene accreditato di avere oltre 10 punti di vantaggio sul Tycoon. Anche se va detto che negli ultimi anni, in particolare proprio nelle elezioni del 2016, i sondaggi hanno dimostrato di essere totalmente inaffidabili.

In queste ore Biden incassa addirittura il supporto di alcuni Repubblicani, cioè lo stesso partito di Trump, come l'ex presidente Bush jr, Powell e Romney. Anche questa non sarebbe una novità, già nell'altra tornata elettorale più di qualche Repubblicano si era sfilato non riconoscendo la candidatura di Donald, ma poi come sappiamo questo vinse lo stesso.

Oggi il mood del popolo sembra differente, le dimostrazioni pro-Floyd purtroppo per lui si stanno strumentalizzando in un contro-Trump. Come a dire, della sostanza della protesta andrà tutto direttamente nel nulla di fatto e le cose resteranno come prima, fino al prossimo morto per mano della polizia statunitense.

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