Le piccole action cam nate per soddisfare le esigenze di ripresa dei praticanti di sport estremi che volevano riprendere le loro imprese, sono riuscite a diffondersi tra il grande pubblico superando il numero di vendite delle classiche videocamere.
Era il 2002 quando il californiano Nick Woodman mise in produzione la prima GoPro, l’action cam che aveva creato per riprendere le sue acrobazie sul surf. Voleva una videocamera piccola e resistente all’acqua e agli urti, così se la è inventata. Source
Sono piccole, leggere, indossabili e versatili, ricche di tanti accessori.
Possono essere indossate intorno alla testa, al busto, montate sul casco, appoggiate sulla bicicletta, sulla moto, sul cofano dell'auto.
Sono semplici da utilizzare, dotate di poche e semplici funzioni per un utilizzo immediato, con l'apposita custodia possono essere utilizzate per fare riprese subacquee, alcune offrono anche la possibilità di registrare video in formato 4K, permettono di realizzare video in time-lapse e slow motion.
Con GoPro in testa e accessibile per le tasche di poche persone, le aziende cinesi hanno cominciato a produrre centinaia di modelli tutte ispirate alla GoPro Hero.
Le action cam cinesi solitamente montano un sensore di immagine Sony, offrono più accessori in dotazione, alcune sono vendute con due/tre batterie e hanno dei prezzi molto abbordabili sui 40/50 euro.
Purtroppo le action cam soffrono di alcune limitazioni come l'effetto fisheye, l'impossibilità di cambiare le ottiche, assenza di uno zoom ottico, scarsa durata della batteria che dura solitamente 2/2,5 ore, nella maggior parte delle action cam il microfono è mono.
Per limitare l'effetto fisheye bisogna ricorrere all'uso di software che offrono il filtro per correggere la distorsione delle lenti, come Adobe Premiere Pro.
Ultimamente stanno prendendo piede le action cam a 360° che montano due lenti con FOV di 190° che inquadrano sia davanti che dietro e permettono di fare foto e video a 360°.