È stata una settimana faticosa per tante ragioni.
Il parlarsi e non capirsi, le discussioni, le delusioni. Il voltare pagina senza riuscire a farlo davvero.
I ricordi che invadono la mente all’alba di un mattino freddo, improvvisamente, senza preavviso è una lacrima brucia per scendere.
Numeri che si rincorrono, date che il caso fa intrecciare senza spiegazioni.
Credere di aver trovato qualcosa e poi perderlo, senza speranza.
Guardare un treno che passa e aver voglia di perderlo.
Ma questa strana rubrica del martedì serve anche a questo. A cercare un po’ di luce nei momenti buoni. Sapere che c’è sempre nella moltitudine di momenti pessimi qualcosa di memorabile.
Come una serata al karaoke con gli amici del cuore, che dimostrano che anche a trent’anni puoi conoscere persone che mai più ti abbandoneranno.
Cantare a perdi fiato con un drink stretto in una mano e l’altra attorno a un microfono, urlando come rockstar su un palco per un ristretto pubblico di sconosciuti.
Decidere di darci un taglio, senza indugi, senza ripensamenti. Netto, secco, deciso. Che a volte serve, in qualsiasi situazione.
Cantare e ricantare un ritornello liberatorio con un amico, nel mattino cristallino di un inverno romano bloccati nel traffico.
Affrontare gli ostacoli che si incontrano, cadere, farsi male, e poi rialzarsi e continuare a correre, senza desistere. Guardare quel punto lontano all’orizzonte e decidere di arrivarci. Ignorare la negatività, o almeno provarci.
Isolarsi per una mattina intera da tutto. Solo due mani che si stringono, nel frastuono chiuso fuori.
[tutte gli scatti sono di mia proprietà ]