Un mattino all’alba ti svegli e l’aria è diversa. Tersa, fredda, pura, silenziosa. Più del solito, più del normale.
Dai uno sguardo veloce fuori, con gli occhi socchiusi per il sonno, trascinandoti di nuovo sotto il piumone. Ti fermi, fai un passo indietro, alzi la persiana. Una pioggia intensa di batuffoli bianchi, un manto bianco che riveste tutto. Strade, lampioni, cancelli, auto, balconi, chiese, biciclette e ventilatori abbandonati fuori un balcone. Tutto completamente innevato. Non capita spesso di vedere un panorama così in questa parte del mondo. È un evento e come tale va vissuto. Apri la finestra e respiri a pieni polmoni. È proprio odore di neve, come non lo sentivi da un po’.
La poesia che un mondo tutto bianco assume all’improvviso. Quell’incanto ricco di fascino che avvolge anche una strada anonima come quella in cui vivi.
Un amico infreddolito che dorme acciambellato sul divano. Un sabato sera diverso, ma carico di promesse e futuro.
Mattine intense fuori dall’ufficio trascorse a mettere anima, tempo e corpo in un nuovo progetto da coltivare, far crescere e provare a mettere radici profonde.
Vedere i primi frutti che nascono e sorridere.
Regali inaspettati da chi meno te lo aspetti.
Un cuore che ti svolta la giornata.
Una canzone stonata in una nota vocale, quelle dediche che fanno fare le capriole al batticuore.
Ore libere per immergersi in una storia diversa e non pensare per un po’ a tutto quello che succede nel mondo che va a rotoli.
Tenere presente che l’essere umano è una macchina complessa e la mente lo è ancor di più. Che quando qualcosa va storto, non sempre si può recuperare. Che bisogna sapere lasciare andare, voltare pagina e andare avanti. Forse davvero tutto accade per un motivo. Basta solo aspettare per riuscire a mettere insieme i pezzi, e finalmente capire.