L'ipotesi più accreditata è che il virus fosse studiato in laboratorio e non che sia stato creato in laboratorio. Lo so, ma nonostante il dubbio sia lecito, ci sono parecchi elementi a dimostrazione del fatto che non sia così. Quando si studia un virus in laboratorio si presentano numerose scartoffie con tutti i dati necessari... Se questi dati non ci sono significa che il virus non è passato da quel laboratorio. Certo, a meno che non sia stato fatto qualcosa di losco, ma questa è un'altra tesi e non voglio nemmeno prenderla in considerazione. Ad ogni modo, i virus in laboratorio non sono soggetti a selezione naturale, mentre questo virus ne mostra chiaramente la storia...
Quella ricerca evidenzia solo un fatto, studi su interferenze tra vaccini e malattie virali e non, differenti da quella o quelle oggetto del vaccino,vengono fatti appunto per capire i rischi e il reale rapporto rischio/beneficio di una vaccinazione. No, la ricerca non affronta nessuno di questi temi. La ricerca valuta la differente presenza di patogeni all'interno dei pazienti dopo la somministrazione di un vaccino influenzale. Patogeno non è sinonimo di malattia. Lo studio non analizza in nessun modo il quadro clinico dei pazienti, e non prende quindi minimamente in considerazione la "malattia". Senza considerare il quadro clinico è impossibile valutare un rapporto rischio-beneficio. In questo i ricercatori sono stati molto onesti nel loro lavoro, non arrivando mai a fare ipotesi del genere.
La vaccinazione anti-influenzale è una di quelle su cui è più acceso il dibattito, perché la reale efficacia, stante la facilità con cui mutano i virus influenzali, è considerata molto dubbia. Non c'è alcun dibattito serio sul vaccino anti influenzale, e la stragrande maggioranza della comunità scientifica lo raccomanda per tutte le categorie a rischio. I virus influenzali mutano, questo è vero, e il vaccino è aggiornato ogni anno per intercettare i ceppi più problematici di quella specifica stagione. Se vogliamo parlare di efficacia, poi, persino nell'articolo che hai citato è evidente come nelle persone vaccinate vi sia una riduzione media di più del 30% della presenza di patogeni influenzali classici.
La precisazione sul fatto che l'articolo parli di coronavirus generici e non del SARS-CoV-2 (COVID-19 è la malattia, non il virus) è doverosa nei confronti di chi legge. La maggior parte delle persone identifica con il termine coronavirus solo e solamente il patogeno attuale.
RE: Something about COVID-19