E ancora gridano,
non sembra più, come si credeva,
un tempio alla scienza
il rifugio filosofico e sano
o il sito della ragione,
tutto falso
falso e illusorio racconto
che il crudele manipolo vende,
quel circolo d'uomini mai sazi
che da tempo risiede vorace
ove la giustizia avea dimora.
Non c'è nulla,
è vuoto ogni discorso umano
nessuno ormai presta orecchio
ed è legittimo per quei versi insulsi
che ormai son l'unica cosa
che quegli inetti posson proferire.
Ma continuano ad urlare,
vedono ovunque la realtà tragica,
tutti ripeton loro ch'è la fine
ma non cedono,
non un solo capello indietro;
e il mare tuona potente
come l'esplosione immensa
di mille ordigni di morte,
e la sua voce irrompe grande
e fa tremare tutto ciò che è,
tutto quello che in anni difficili
l'uomo ha costruito ovunque,
ma loro non sentono,
loro sono il potere
e perciò non posson temere nulla,
e le onde nel frattempo giungono
e la sabbia prima delle case,
che un tempo era molta,
ora è solo un fazzoletto esile
che non offre più alcun riparo,
ogni onda può essere l'ultima
da molto tempo ormai è così,
ma come per incanto oppur viltà
ognuna si placa prima della vita,
sembra l'impotenza delle acque
che nulla possono alla fine meta
o forse, cosa a cui credo,
qualcosa ancor nel cuore lontano
fa soffrire i flutti nella loro lotta,
ripeto ancor può essere paura,
che dopo aver fallito a lungo
di poter fallire ancora,
ma al tempo cui siam giunti
non serve forzar l'evento
è bastante l'attender la marea
che prima o poi giunge sincera
ed ogni cosa sottrae alla costa,
nulla lascia di ciò che c'era
perchè tale è la forza della gente.
Ma loro ancora si disperano
e cercano invano la fuga
nulla ormai può evitare la fine,
solo lei può essere madre
di quel cambiamento osannato
che da lustri perseguita il mondo,
e allora forza uniamoci saldi
al coro delle acque,
abbattiamo le antiche fortezze,
e là dove prima era il male
ereggiamo un nuovo castello,
nessuno può dire cosciente di sé
quale destino attenda quest'ultimo,
ma certo segnerà un altro passo
nel cammino verso la libertà.
E ancora gridano,
ma presto i pochi ancora vivi
piangeranno per la loro sorte
causa di soddisfazione poi e prima morte.
Così sarà, così doveva
se saremo una cosa sola.
aprile 1992
(source my site - > http://jenabirba.altervista.org/versiliberi/parte1/19920403.html)