Tutti si aspettavano una free agency da urlo.
Nessuno si aspettava che le pedine si sarebbero collocate cosi rapidamente e in squadre che non sembravano poter essere cosi competitive sui grandi nomi.
E invece è bastato il giorno di apertura per chiudere quasi tutti gli affari e ridisegnare a 360° la geografia della NBA.
La parte del leone, sorprendentemente, l'ha fatta Brooklyn. Squadra che solo fino a 12 mesi fa navigava in acque profonde e che era repellente ai grandi campioni.
In una sola notte firma 2 top della lega come Kevin Durant e Irving riuscendo ad affiancare loro con un contratto di soli 10 milioni l'anno (pensate che middleton è stato rifirmato a 45 milioni annui dai Bucks) un centro di sicuro affidamento ed esperienza come Deandre Jordan. Riesce a farlo senza perdere profondità e tenendo tutti i suoi giovani tranne D'Angelo Russel che viene inspiegabilmente firmato da Golden State i quali rifirmano al massimo Klay Thompson ma perdono Iguodala.
La grande delusa è ancora una volta New York che non riesce a firmare nessun giocatore di livello se non dei role player.
Utah perde favors ma firma conley e Bogdanovic.. Indiana prende Brogdon e Warren.
Miami mette le mani su Jimmy Butler con Philly che si consola con Richardson ed Horford. Celtics che prendono Kanter e Walker per rimpiazzare Irving e Horford.
Redick e il nostro Melli vanno ai Pelicans.
Rubio finisce ai Suns. Whiteside ai Blazers e numerosi altri movimenti.
1 giorno! 1 giorno per far succedere tutto questo.
Che spettacolo!
Altro che lunghe settimane di calciomercato a parlare del nulla.