Ieri è andata in scena la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Juventus Maurizio Sarri.
Più che una conferenza stampa è sembrata una garbata, pacata e politicamente corretta riunione fra amici.
Non una singola domanda scomoda all'ex allenatore del Napoli.
Nessuno che menzionasse la parola più usata di questi giorni in riferimento alla vicenda ovvero "tradimento".
Comunque la pensiate e qualunque siano i colori che indossiate quello di Sarri è forse stato il più grosso tradimento sportivo della storia del calcio italiano.
Anche ragionando nell'ottica dello spietato business e volendo giustificare il tutto come frutto delle scelte legittime di un professionista non se ne esce.
Tradimento fu.
Tradimento di parole dette.
Tradimento di promesse fatte.
Tradimento di atti e fatti incontrovertibili di un idolo del popolo napoletano.
Ieri è andata in onda la prima pantomima di una lunga serie.
L'ex comandante comunista ha smesso la tuta e indossato la giacca e la cravatta.
Colui che fino a 1 mese fa si professava "tifoso del Napoli per sempre" è diventato un "la squadra che tifavo quando ero bambino".