Ieri notte si è consumato uno degli atti più indimenticabili della storia della NBA.
I titanici Warriors hanno battuto i Raptors in gara 5 assicurandosi di arrivare almeno a gara 6.
E fin qui nulla di particolarmente rilevante o sorprendente.
Il come si sia arrivati a quel 106-105 è però storico ed epico.
Al centro della storia un eroe sportivo come Kevin Durant.
Ieri è tornato, è tornato nonostante non dovesse e nei minuti trascorsi in campo non è sembrato che quel gigante avesse il fisico a pezzi.
Ha stretto i denti e ha giocato come sa.
Purtroppo dopo circa 15 minuti di gioco si è accasciato.
Crack.
Tendine d'achille rotto e probabile assenza di 1 anno dai campi.
Bob Meyers, il GM di Golden State, a fine partita si è lasciato andare ad un pianto disperato davanti ai microfoni assumendosi tutte le responsabilità per la sfortunata situazione riguardante Durant.
Non doveva giocare ma lo ha fatto.
E' stato scellerato?
Forse.
Si è però dimostrato uno sportivo, un'atleta, un uomo enorme.
Ode a lui e buena suerte.