All'inizio di questa stagione calcistica erano in molti a credere che il Napoli sarebbe stato in prima fila per lo scudetto. I requisiti c'erano tutti. Ancelotti aveva avuto a disposizione un anno per conoscere meglio squadra e ambiente e per valorizzare i giovani e consolidare il gruppo. Sul mercato c'erano stati gli investimenti maggiori fatti nell'era De Laurentis. Tutti i campioni erano stati confermati. La rosa era molto competitiva ed era stata costruita per avere 2 giocatori di livello in ogni ruolo. Inoltre le altre squadre favorite avrebbero dovuto vivere una fase di transizione dettata dall'apertura di un nuovo ciclo. Sarri e Conte, teoricamente avrebbero dovuto incontrare qualche difficoltà ad ingranare subito le marce alte. Arrivati quasi a metà campionato la realtà è purtroppo un'altra. In Napoli è fuori dalla lotta scudetto e lontanissimo dalla zona Champions. Al momento sarebbe addirittura fuori dalla qualificazione all'Europa League. A sommarsi alla mancanza di risultati sono anche arrivati problemi di spogliatoio e di rapporti fra dirigenza, gruppo e allenatore.
E allora chiediamoci: di chi è la colpa?.
Quando la debaclè è cosi fragorosa non può esistere un unico colpevole. Dovendo sottoporci a questo fastidioso gioco però forse dovremmo iniziare col dire che la colpa non può essere della società. Una società che a piccoli passi è riuscita a costruire una squadra sempre ai vertici da anni, che ha investito bene su giovani e staff competente e che quest'anno ha comprato Lozano, Manolas, Di Lorenzo e altri ottimi player senza cedere i suoi top.
Dal canto loro i giocatori si sono dimostrati poco professionali, specie nella vicenda del mancato ritiro e del cosiddetto ammutinamento.
Ed ecco che però la colpa ricade quasi totalmente su chi dovrebbe fare da collante a queste 2 anime e che probabilmente non è riuscito ad esserlo.
Ancelotti non è stato in grado di fare da portavoce della società e di tenere in ordine uno spogliatoio che stava scoppiando. Dal punto di vista tecnico ha poi clamorosamente sbagliato tutto. Nel Napoli di oggi ci sono almeno metà giocatori fuori ruolo, il modulo che ostinatamente sta adottando è non conforme alle caratteristiche tecniche dei giocatori ed infine la sensazione è che l'allontanamento dal 4-3-3 sia stato un moto di orgoglio nel volersi allontanare da Sarri a tutti i costi. Il risultato è un Napoli mai dominante e mai convincente se non nelle grandi partite dove probabilmente le motivazioni riescono a caricare tutti in maniera prorompente.
Un disastro dal quale purtroppo sarà difficile uscire.