Papeetecrazia

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 L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. 

L'incipit dell'articolo 1 della costituzione lo conosciamo tutti no?

Mai come in questi ultimi mesi si ha la sensazione che quell'articolo potrebbe essere ben presto cambiato per essere più vicino alla realtà dei nostri giorni.

Personalmente auspico una "Repubblica fondata sul tempo libero". Fossi un politico, un filosofo, un politologo sarebbe questo il mio mantra, quello che cercherei di trasmettere a più persone possibili.

Meno ore al lavoro, stipendi leggermente in su, più occupazione, più tempo libero per dedicarlo ad affetti, hobby, sociale, ambiente, famiglia, viaggiare. Tutti felici, utopicamente e pure sembra una soluzione percorribile fin da domani.

Ma questo è solo il mio pensiero.

Quello dominante invece sembra essere un altro.

Oggi più che una democrazia sembriamo una Papeetecrazia, una forma di ditattura accettata di buon grado a pancia piena dalla maggioranza.

Un paese dove il ministro degli interni non amministra mai ma fa propaganda. La fa al Nord, dove si sente a casa. La fa al Sud, che voleva bruciare con la lava fino a un paio di anni fa, dove è divenuto benvenuto.

Immagine priva di diritti di copyright

La fa nelle sagre di paese ostentando salamelle e birre, nelle piazze dove è osannato mentre bacia il crocifisso, nelle scuole a ritmo di selfie e la fa sulle spiaggie come un Umberto Smaila qualsiasi.

Il papeete, per chi non lo sapesse, è la discoteca più famosa di Milano Marittima. Per chi non lo sapesse a Milano Marittima si recano le persone più ricche d'Italia per trascorrere le vacanze. Luogo per ricchi, luogo per cafoni arricchiti più che altro, per i Briatore di questo mondo per intenderci.

Da qualche giorno è anche luogo per Ministri degli Interni.

Quale luogo migliore per fare campagna elettorale?

Panza all'aria, pettorali gonfi, infradito e conferenza stampa di autocelebrazione, dove si da del pedofilo ad un giornalista che una volta tanto ha fatto informazione vera, e dove poter accrescere la propria fama come un vincitore di un Talent chiamato Italia dove per vincere basta puntare sullo slogan giusto, avere il sorriso giusto, non avere idee e restare coerente sulla propria mancanza di idee contraddicendosi ogni volta che si apre bocca. Nel talent chiamato Italia funziona cosi, e se ti comporti di conseguenza vinci.

E allora su le cubiste, mezze nude e tutte toniche che parte l'inno d'Italia.

Ovviamente remixato in questa nuova era della crazia italiana: la papeetecrazia.

Papeetecrazia | Ecency