Legion Is back, for the last time

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Legion is Back e stavolta è tornato per non ritornare più.

Incipit in linea col solito delizioso casino mentale regalato dalla serie di Noah Hawley, uno che in quanto a sperimentazioni non ha da prendere lezioni da nessuno.

La terza stagione ricomincia da dove non avevamo idea ricominciasse.

Una giovane giapponesse, dei grossi auricolari, lezioni sui viaggi nel tempo, indizi e solito delirio visivo.

Solo verso metà episodio arriviamo nuovamente a rivedere David e sentirci nuovamente a casa.

Eh gia, a casa. Ma dove risiede la casa di David? Forse la risposta è nella sua mente. Come sempre d'altronde.

Poteri sempre più controllati ma sempre più enormi, i quali forse non basteranno a salvarlo

Criptico come al solito. Folle come al solito. Legion proietta le lucide e vibranti turbe mentali del protagonista sul piano astrale dello spettatore, scombussolandolo e facendolo girare come una trottola all'interno dei labirinti mentali di David.

Immagine priva di diritti di copyright

Caccia aperta al mutante più potente al mondo.

Amici che diventano nemici e serenità che diventa disagio.

Un ossimoro dopo l'altro ci dirigiamo verso l'ultima stagione con estenuante ossessione e lo facciamo introducendo un tassello che mancava: i viaggi nel tempo.

Noah Hawley e Legion che virano fortemente sui viaggi temporali.

Cosa chiedere di più?

Quello che potrà emergere da questa stagione è ovviamente impossibile dirlo oggi.

Chi ha amato Legion nei suoi primi 2 capitoli avrà amato questo primo episodio conclusivo.

Sempre nuovo ma sempre fedele a se stesso.

Il viaggio è ricominciato.

Dove ci porterà non lo sappiamo ma sarà un viaggio dannatamente entusiasmente e pericolosamente ravvivante.