Vi canterò, manghisti sopraffini e indiavolati, di Terence la star del teatro e dell’amore di Candy Candy, perdutamente travolta dalla passione.
Vi canterò con voce a volte lieve, a volte tonante, di quella vicenda che mal digerirono i seguaci di Candy Candy, che videro in pericolo l’happy end in un vortice di questioni d’onore di nipponica tradizione.
Vi canterò come la ribellione delle candycandyste riuscirono a ribaltare un’epopea destinata a lasciare Candy Candy senza il suo grande amore Terence.
Allora ero una ragazzina di dodici anni, appassionata, sin dagli albori, di Candy Candy.
Vivevo a Tokyo con mio padre, ambasciatore dell’Italia.
Pranzi di gala, Istituto Italiano in Giappone, incontri e inchini a profusione.
Togliersi le scarpette prima di entrare e pareti di carta.
Ma nessuno, neanche l’imperatore, mi avrebbe potuto allontanare da quel momento magico che mi concedevo dopo studio, compiti, scuola di karate e lezioni di ikebana, cioè guardare l'anime Candy Candy.
Eravamo un gruppetto di ragazzine, tutte legate all’ambasciata, e qualche volta si univano a noi delle amiche giapponesi conosciute a Tokyo, alcune delle quali erano figlie di politici e ministri.
Quando arrivavano le giapponesi, ci guardavamo i manga in inglese e qualche volta in giapponese con i sottotitoli.
Tutte fans di Candy Candy e di Terence.
Ce la spassavamo e avevamo anche creato un giornalino tutto dedicato a Candy Candy, un giornalino che avevamo titolato “Candy Candy forever”.
Io mi occupavo dei disegni che tentavano di imitare il segno manga degli autori giapponesi.
E arriviamo al momento in cui Terence ha l’incidente sul palcoscenico e viene salvato da Susanna, innamorata di lui.
La cosa terribile è che Susanna perde una gamba in questo salvataggio.
E’ la tragedia. Terence è innamorato di Candy Candy, ma ora il suo senso dell’onore lo porta a non poter lasciare Susanna.
Fu proprio dalla figlia di un diplomatico giapponese che tramite conoscenze venimmo a sapere che gli autori avevano intenzione di far partire Candy Candy e lasciare Terence con Susanna.
Volevano gettare rovinosamente in un dirupo l’amore della nostra eroina e del baldo Terence.
Insomma stavano per rovinarci la festa, volevano privarci di un atteso happy-end.
No!
Tutte insieme ci riunimmo e fu una lungo incontro. Dovevamo fare qualcosa.
E lo facemmo.
Io andai da mio padre con le mie amiche e piangente lo supplicai di intercedere presso le autorità giapponesi perché impedissero questa tragedia.
Piangevamo e spiegavamo, a volte con impeti di rabbia, cosa significava Candy Candy per noi.
Mio padre ci guardò perplesso, ma noi continuavamo a piangere sommessamente.
Contemporaneamente le amiche giapponesi facevano la stessa cosa con i loro padri.
Sembra strano, ma la nostra rivolta ebbe il suo effetto.
Mio padre consultò i suoi omologhi e li riunì…probabilmente i diplomatici non hanno molte cose da fare o comunque non in tutti i momenti…
Con trepidazione noi continuavamo a guardare il nostro cartone animato preferito.
E, con nostra grande gioia, Susanna non si mise con Terence, ma partì per l’Alaska per fare una ricerca sugli orsi bianchi e sugli eschimesi, con la sua gamba di legno.
Candy Candy l’abbracciò con affetto, capendo che il suo era un sacrificio d’estremo amore.
Terence e Candy Candy si misero insieme e si sposarono.
Ovviamente l’anime non finì, ma la nostra felicità era piena.
Oggi ho quarantacinque anni. Vivo ancora a Tokyo e faccio la disegnatrice di manga.
Sono l’ideatrice di Asobi Asobase.
Ho una figlia che ho chiamato Susanna.
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