LA PALAZZINA VERDE
Il Conservatorio di Civitopia era ospitato dal condominio in cui la famiglia di Sigismondo Rizieri era andata a vivere quando lui era ancora un adolescente di quattordici anni. Quel condominio era definito la Palazzina Verde e con tale nome era conosciuto da tutti i civitesi, a motivo del colore dei muri: un fatto insolito, dato che a Civitopia tutti i condomini presentavano facciate quanto mai grigie. E non certo soltanto a causa dei fumi delle fabbriche, quanto per disposizioni amministrative in omaggio alla sobrietà e all'austerità di cui la città ostentava il buon esempio finanche per mezzo del colore dei muri. Alla Palazzina Verde era stata concessa un'esenzione da tanta grigeria grazie al Conservatorio, perchè nell'immaginario collettivo, inclusi i politici, la musica si tingeva di verde. Era lì che Marilia Malinverni aveva studiato da giovane per diventare maestra di pianoforte.
Non si poteva dire che Marilia rappresentasse un'autentica bellezza, da ragazzina: pur in perfetta forma e normopeso, non aveva una corporatura affatto elegante e men che meno un viso grazioso: tondo e perennnemente paffutello a dispetto di una dieta più sana che mai, labbra esageratamente carnose e un picco della vedova sulla fronte che non faceva altro se non evidenziare una marcata stempiatura. Cosa che la signorina Malinverni tentava maldestramente di nascondere con una grossa frangia che non voleva affatto saperne di rimanere in ordine a causa di un'enorme massa di capelli neri perennemente gonfi e crespi. Mentre da adulta i lineamenti del viso le erano divenuti meno marcati e la figura più snella, avvicinando il suo aspetto a quello dei fratelli Mattia e Aurelio, Marilia da adolescente era la copia esatta di sua sorella Annetta, con la differenza che quest'ultima era molto più corpulenta. Ma quando le sue dita toccavano il pianoforte, chiunque l'ascoltava rimaneva estasiato. Marilia aveva davvero un gran talento per la musica e questo fu quanto aveva colpito Sigismondo Rizieri: sin dalla prima volta in cui l'aveva ascoltata interpretare il Minuetto in Sol Maggiore di Mozart, per l'allora sfaccendato trentenne era stato amore a prima sonata. All'inizio, Sigismondo si proponeva a Marilia unicamente quale buon vecchio amico, anzi un fratello, dato che la ragazza era ancora minore di età, ma quando era divenuta una seria e compita universitaria, i primi sospetti sulla vera natura delle sue attenzioni avevano iniziato ad affiorare. Il primo a insospettirsi era stato l'assennato Mattia, il fratello maggiore di Marilia e ovviamente la cosa non gli era piaciuta nè punto nè poco, tanto quanto era poi risultata sgradita alla diretta interessata (e pure a sua sorella Annetta, da sempre innamorata di quell'uomo a dispetto di tutto, perfino dell'indifferenza di lui nei suoi confronti). Tanto per cominciare, Sigismondo Rizieri non condivideva la fede dei Malinverni, cristiani praticanti da generazioni e Mattia sapeva bene che un'unione in cui non si condivide il centro d'interessi è destinata a fare acqua per ogni dove. Aveva visto amici dei suoi genitori i cui matrimoni erano naufragati per tal motivo e coloro che a differenza di altri erano riusciti a portare avanti la pur disastrata imbarcazione, assumendosi le proprie responsabilità per gli errori di gioventù, andavano avanti a denti stretti, adattandosi alle loro precarie circostanze tra salti mortali giorno dopo giorno. Mattia si ritrovava spesso costretto a ricordarlo ad Annetta e non si raccapezzava della caparbietà della sorella gemella nell'insistere in attitudini sommamente sciocche e ridicole. Per poi non menzionare il fatto che l'amico d'infanzia, sia pur dotato di buon carattere, era un fallito a tutte lettere: perfino una volta superato la trentina, non lavorava, non studiava, insomma, non combinava nulla di lodevole e si faceva campare in tutto e per tutto dai genitori. S'era accontentato delle scuole dell'obbligo, a suo tempo, ripetendo pure più volte qualche anno. Un vero fannullone in piena regola, che con la scusante di non avere ancora trovato la sua strada, i suoi vecchi troppo teneri di cuore avevano lasciato fare a modo suo. In compenso, sgattaiolava al Conservatorio tutte le volte che, affacciato alla finestra di un terzo e ultimo piano che la sua famiglia occupava nella Palazzina Verde, vedeva apparir Marilia, che si accingeva a frequentare le lezioni di musica, oppure vi si recava per esercitarsi al piano per non disturbare gli anziani genitori quando avevano bisogno di silenzio in casa. Poichè il Conservatorio permetteva ai condomini della Palazzina Verde di assistere alle lezioni anche da non iscritti, quale beneficio accordato al condominio che aveva la bontà di ospitare la struttura, per Sigismondo rappresentava una manna dal cielo. Ovviamente, a iscriversi ai corsi musicali non pensava nemmeno: troppo faticoso, per lui che non riusciva a vivere se non perso nel mondo dei sogni.
Ps.: immagine Pixabay 100% free (https://pixabay.com/it/photos/vecchia-casa-popolare-facciata-3441901/), ma non soffermatevi sulla dicitura casa popolare, perchè è l'unica reperita che calza per questa puntata😁