Al primo sguardo

piumadoro(63)
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#ita
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Questo racconto è stato scritto per partecipare a Theneverendingcontest n° 60 S5-P2-I2 di storychain@storychain sulla base delle indicazioni del vincitore precedente tommasobusiello@tommasobusiello

Tema: incontro al buio
Ambientazione: piazza affollata

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Al primo sguardo

Plaza Mayor risplendeva nel tiepido autunno madrileno. Le luci della sera, illuminando i maestosi edifici antichi e la statua equestre di Felipe III, donavano ai passanti un’atmosfera quasi magica e di certo molto romantica per coloro i quali si trovavano in uno stato d’animo predisposto all’amore. Anche Simone sarebbe stato catturato dal languore del crepuscolo se solo non fosse stato tanto teso verso la vigile ricerca di Paula dai tavolini del bar che il largo porticato della piazza ospitava. Era in ritardo di una ventina di minuti, e la tensione, che già attraversava ogni singolo muscolo del suo giovane corpo, si andava trasformando in elettricità, scaricandosi nervosamente sui piccoli gesti che lo tenevano impegnato. Le gambe non facevano che muoversi sotto il tavolo, mentre col corpo in equilibrio sulla sedia che poggiava solo su due dei quattro piedi si dondolava rapido, con le braccia appoggiate alla superficie del tavolo e le dita di una mano che tamburellavano nervose mentre l’altra faceva roteare del vino in un calice.

Infine, la vide.

Fu certo che era lei al primo sguardo. Un vestitino giallo senape, quello era il segnale concordato, e si dirigeva spedita verso il suo tavolo, l’unico con una camelia bianca.
Era bellissima. La sua pelle ambrata quasi riluceva nelle luci della sera, mentre il suo incedere sicuro faceva ondeggiare i vellutati capelli neri, mossi come il mare di notte. Sorrideva come se si conoscessero da sempre, accarezzandogli con lo sguardo ogni dettaglio visibile del corpo di giovane uomo. Solo pochi istanti, e furono seduti l’uno di fronte all’altra, imbarazzati appena, ma curiosi. Era la prima volta per entrambi che un amico sceglieva loro un partner.

Le ore passavano un calice dietro l’altro, fra chiacchiere e risate, come se il mondo, lo spazio ed il tempo avessero cessato di esistere, e la folla attorno a loro non fosse altro che la magnifica cornice di un quadro antico.
<<Camminiamo.>> disse a un tratto Paula prendendolo per mano, immergendosi insieme fra la gente variopinta. Mentre cercavano di raggiungere calle Mayor il flusso denso di turisti li spinse uno contro l’altro, finché girandosi a cercare Paula Simone se la ritrovò a un soffio dalle sue labbra. Bastò uno sguardo perché entrambi avessero coscienza di se stessi e del loro futuro, che si dipanava lungo le strade di Madrid come davanti agli occhi di visionari preveggenti. <<Il mio hotel è qui a due passi>> le sussurrò d’un fiato lui, sfiorandole l’orecchio con le labbra. La sentì fremere del suo stesso segreto desiderio mentre ne aspirava l’acre profumo di donna e la desiderava. Lei si strinse al suo corpo, schiacciando il proprio calore al suo e spingendo all’improvviso le loro labbra le une contro le altre, a lungo. Quando riuscirono a staccarsi da quell’umido assaggio dai sapori salmastri lei le sussurrò soltanto "Facciamo in fretta".

Si fecero largo velocemente fra le traversine laterali della calle, attraversando vie immerse nella musica e nei colori di locali notturni e bar dove la gente andava in cerca di tapas e cerveza alimentando la movida di quel fine settimana di settembre. Non si accorsero nemmeno di come arrivarono in hotel, e ripresero coscienza di se stessi solo quando le loro dita, che si stringevano ancora mano nella mano, iniziarono a esplorare ogni parte dell’altro, liberandone la pelle dai superflui rivestimenti che come foglie d’autunno cadevano uno dopo l’altro sul pavimento della stanza, in silenzio.

Poi fu solo il ritmo confuso dei loro respiri.

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