No, non parlo della mia. Sai che strazio.
Vorrei parlarvi di un lungometraggio Disney. Che dire? A me piacciono tutti, quale più, quale meno. Mi piacciono i più antichi, come Biancaneve, che sembra colorato ad acquarello, e i più recenti, da quando ha fatto il suo ingresso la Pixar e l'animazione è diventata molto più sofisticata. Il mio preferito in assoluto è La carica dei 101, seguito quasi a pari merito da Gli Aristogatti, ma poi mi fermo perché sarei in difficoltà a stilare una classifica seria. Tuttavia un paio di giorni fa, leggendo col solito grande interesse l'ultimo post della mia amica Francesca @martaorabasta, mi sono tornate in mente le riflessioni che feci quando vidi Gli incredibili insieme a mio figlio, allora bimbo. Riflessioni sull'essere genitori e sull'essere famiglia.
No, non mi dite che non lo conoscete, perché non sento ragioni. Mi-si-è-allagata-casa! Il-gatto-ha-mangiato-il-dvd! Mi-è-esploso-il-televisore! Fatela finita e filate a vedervelo, altrimenti mi tocca spiegarlo dall'inizio e finisce che intaso il web di bit inutili raddoppiando l'efficacissima pagina di Wikipedia.
Che ha di speciale questo film? A parte la trama, che ironizza in modo intelligente sul filone marveliano dei supereroi, protagonista della storia è un nucleo familiare i cui membri sono dotati di superpoteri. Ora, poiché lo staff della Disney-Pixar è fatto di gente che ha una testa foderata di competenze, i poteri di ogni personaggio non sono scelti a caso, ma rappresentano le caratteristiche più significative di ogni categoria: padri, madri e figli vari.
PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI PRINCIPALI
1. Bob Parr (Mr. Incredibile): il papà. Qual è il desiderio di un padre? Sposterebbe le montagne e prosciugherebbe oceani per il bene dei suoi. Ho visto padri fare cose di cui loro per primi non si sarebbero mai creduti capaci, con una forza interiore incredibile. Il nostro non fa eccezione: come è evidente, sua caratteristica essenziale sono la prestanza fisica e, ovviamente, una forza sovrumana. Ha anche un gran cuore, sempre pronto ad intervenire in aiuto di chi è in difficoltà, sia con i poteri sia senza: un vero principeazzurro. Accade spesso, purtroppo, che Bob sia anche un po' impulsivo e che non riesca a gestire troppo bene la sua energia, tanto che i suoi interventi a volte provocano conseguenze imprevedibili. Ne conoscete di simili... ;)?
2. Helen Parr (Elastigirl): la mamma. Ho scelto questa immagine perché Elastigirl, come tutte le madri, ha il potere di tendere se stessa in ogni direzione, prendendo ora la forma di un paracadute, ora quella di una barca. Questo le consente di essere a disposizione dei suoi, di salvarli da ogni pericolo, adattandosi ad ogni situazione. E, inutile dirlo, ha molta più capacità riflessiva di suo marito. Non sapete quante volte ho avuto la sensazione che le situazioni mi tirassero di qua e di là e che qualcosa dentro di me rispondesse senza spezzarsi, per farmi prendere la forma che serviva in quel momento. Incredibile davvero.
3. Violetta Parr: la primogenita. Guardatela: è un'adolescente. Ne ho centinaia ogni giorno davanti a me. Diventeranno certamente bellissime ragazze, coi loro occhi grandi e i loro lunghi capelli lucenti, leggono e ascoltano musica, faranno strage di cuori. Ma loro non lo sanno. Anzi, se qualcuno glielo dicesse non ci crederebbero. Si vergognano di sé, tengono il viso tenero nascosto dietro la cortina dei capelli, si mascherano dietro qualcosa che le protegga dal mondo. Guarda caso, il superpotere di Violetta è diventare invisibile e creare una campana di campo magnetico che la protegge dagli attacchi esterni. E' in conflitto con la sua famiglia perché non ha fiducia nelle sue capacità, ma il pericolo in cui si trovano i suoi l'aiuta a farle emergere. La fatica di crescere.
Aggiungo solo un'altra cosa che mi è balzata agli occhi solo ora che sto scrivendo queste righe per voi: il suo nome ricorda tantissimo quello della grande cantante cilena, cui credo gli autori del film abbiano voluto rendere omaggio, Violeta Parra.
4. Dashiell Parr (Flash): il secondogenito. Inutile dire che Flash (Dash, "scatto", nella versione originale) era l'idolo di mio figlio: veloce, velocissimo, veloce come un lampo nel cielo. Ha dieci anni, è uno sbruffone e ha una capacità innata di provocare guai che preoccupa molto i suoi genitori, i quali non riescono a "fermarlo" su nulla. Non proprio l'angioletto biondo che tutti vorrebbero, insomma. E chi abbia passato almeno un pomeriggio ad una festa per bambini di circa dieci anni sa quanta energia cinetica siano in grado di sviluppare in un corpo tanto ridotto.
5. Jack-Jack Parr: il piccolo. E' un frugolo di qualche mese e, ovviamente, non ha ancora manifestato un potere ben definito, quindi sperimenta qui e lì. Avete presente i bambini di quest'età? Be', sono tutti così, assaggiano le cose, assaggiano le persone: assaggiano se stessi mentre assaggiano la vita. Incamerano informazioni come piccoli computer dai processori velocissimi e potentissimi e ti stupiscono perché qualcosa che sembrava la loro passione totalizzante passa via dopo qualche settimana per far posto ad un'altra passione totalizzante. E poi qual è la cosa che dei neonati spaventa di più gli adulti? Il pianto irrefrenabile, naturalmente, perché non c'è modo di capire che picchio abbiano. Fame? Sete? Dolore? Paura? Un mistero che solo le mamme sanno interpretare. Indovinate? Jack-Jack è un fenomeno quando si arrabbia: diventa tutto rosso e si trasforma in una palla di fuoco, una specie di demonietto pericolosissimo.
Insomma, Disney-Pixar ci vuole dire che anche questa è una famiglia come tantissime altre? Oppure il vero messaggio è che siamo tutti un po' INCREDIBILI?