Treni, navi, aerei

pataxis(61)
Published in
#ita
Words
1004
Reading
5 min
Listen
Play
9y

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:
ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite...

alt


immagine pixabay.com

Meno male che c'è Guccini che in questi giorni di dolore nazionale e internazionale ci offre parole di poesia.

Un giorno Auschwitz, un altro Pioltello. In entrambi i casi, l'uomo vittima di se stesso e dei propri limiti. Per carità, tragedie di portata e significato tanto sproporzionati che chiedo scusa preventivamente per aver avuto il coraggio di accostarle, anche solo su un foglio bianco. Ma un po' è anche colpa della poesia di Guccini, che mi attrae con la sua potenza.

Un treno come un mostro strano, dice. Che però l'uomo non è stato in grado di dominare, né col pensiero né con la mano. Tanto che quel potere tremendo, come dinamite, ha spezzato la vita di tre esseri umani, tre donne, tre lavoratrici pendolari. In più ha ferito quarantasei altre creature, tutte colpevoli non certo di essere tra i velluti e gli ori con cui ce l'aveva tanto l'anarchico protagonista della canzone, ma di andare a fare il proprio pane quotidiano, chi in un ufficio, chi a scuola, chi in un ospedale. Vita normale. Nulla avrebbe tolto alla tragedia, io credo, se fosse avvenuta in pieno agosto, se magari il treno avesse trasportato vacanzieri, per quanto appaia inverosimile che uno che voglia andare in vacanza si vada a punire su un regionale di quel genere.
Non voglio entrare nelle polemiche a caldo sui perché e i percome, perché non ne ho i requisiti. Quello che tutti speriamo è che una volta tanto si riesca anche in questo paese ad assegnare in modo inequivocabile le responsabilità e che chi deve prendersele lo faccia in modo concreto, nei termini previsti dalla legge. Abbiamo già visto banche, treni, stazioni, aerei esplodere e decenni di indagini e processi inutili.

altalt
altalt

Immagini CC0 creative commons: 1 2 3 4




Quella che volevo condividere con voi però, era una riflessione sul significato simbolico di questo episodio. Che cosa rappresenta, oggi, un treno come quello che è deragliato nelle brume della pianura padana? E' solo un mezzo di trasporto oppure possiamo vedervi rappresentata un'immagine più ampia? Non è stato Guccini il primo a usare il treno come segno di forza e violenza, perché ci aveva già pensato Carducci, nell'Inno a Satana:

Un bello e orribile
mostro si sferra,
corre gli oceani,
corre la terra:
corusco e fumido
come i vulcani,
i monti supera,
divora i piani,
sorvola i baratri;
poi si nasconde
per antri incogniti
per vie profonde...

Altri tempi, in cui si poteva guardare il treno come concretizzazione del progresso, contro ogni oscurantismo che avrebbe voluto fermarlo come opera del demonio. Oggi noi abbiamo la TAV, la deregulation sul traffico aereo, ci affacciamo ormai persino sulle vetture self-driving: spostarci da un luogo ad un altro ci sembra così ovvio, che non facciamo più caso alla precarietà del processo, o forse lo releghiamo in un angolo di cervello, per silenziarlo. Quante volte ci affidiamo a chi guida? Più o meno ogni volta che ci affidiamo a chi governa. E l'idea che un mezzo di trasporto in movimento, carico di esseri umani fiduciosi, possa simboleggiare la macchina dello Stato viene da lontano, anzi da lontanissimo: il primo a usarla è il poeta greco Alceo, nel VI sec. a.C. e naturalmente in quel caso lui parla di una nave:

“Non riesco a capire la rissa dei venti.
Un'onda si gonfia di qua, l'altra di là:
nel mezzo noi siamo portati con la nera nave
duramente percossi dalla grande tempesta...”

alt

Immagine CC0 creative commons

(La nave non è greca perché ha le vele triangolari)


Un altro che molto tempo dopo usa questa figura è Cicerone, il quale parla del gubernator rei publicae, il "timoniere dello Stato". E' affascinante seguire il percorso di questa parola dal latino alle lingue moderne, poiché il suo significato originario è appunto legato alla gestione della nave: guberno e il suo corrispondente greco κυβερνάω significano "tengo il timone, guido l'imbarcazione". Per estensione poi passano ad indicare anche il governo della res publica, ma si tratta della figura retorica nota come metafora (anche se in Alceo era un'allegoria): un po' come quando si dice "ho combattuto una battaglia per ottenere un aumento di stipendio", oppure "quell'attore è al tramonto", quando cioè si applica un termine di un'area di significato ad un'altra. Dunque quando Cicerone parla di gubernare sta giocando con le parole, perché lui in effetti con le parole ci prende un bel po' e si può permettere questi scarti di significato. Il termine però, progressivamente, si sposta sempre più verso il senso traslato, tanto che oggi nella maggior parte delle lingue europee la radice latina è rimasta intatta per indicare l'azione politica di reggere lo Stato:

ita: governare
fra: gouverner
spa: gobernar
port: governar
rum: guvernează
eng: to govern

Quindi tutti siamo convinti di usare una metafora quando diciamo "governare la nave", mentre in realtà stiamo riportando la parola al suo antico senso, nel suo antico porto.

Navi, treni, aerei. E noi adagiati sopra a fare il nostro viaggio tra bufere, bonacce, cieli assolati o pioggerelline filtranti. Crisi finanziarie, stragi di Stato, riprese economiche, leggi elettorali suine o rosatelle. Chi guida il nostro treno si preoccupa di verificare la tenuta dei binari? Chi fa decollare il nostro aereo controlla i bulloni del carrello? Quanti mesi occorrono per prenotare un'ecografia? Quanti alunni per classe ha un'insegnante? La manutenzione costa, dice. Vero. Ma la manutenzione E' il vero atto di governo, l'attenzione al dettaglio anonimo che salva un giunto cardanico e centinaia, migliaia di vite umane. E anche fosse una sola, sarebbe quel che c'è da fare e quindi facciamola, in nome del Cielo. In silenzio, magari, come tutti gli atti anonimi ed essenziali che ogni lavoratore serio fa sul suo posto di lavoro. E, per carità, lontano dalle telecamere rampanti delle campagne elettorali.

alt


Immagine CC0 creative commons

Treni, navi, aerei | Ecency