Grazie a @fulviaperillo per l'idea di questo contest,
al quale partecipo con una lettera.
Le Temps, ce grand sculpteur, dice Marguerite Yourcenar. Il tempo, nostro alleato, aggiungeremmo noi due. Se penso alla vita passata, alla mia e alla tua giovinezza, il cuore mi si intenerisce, perché quei due, laggiù, sono un'altra storia rispetto a noi due, qui.
Tutto cambia, è vero sempre ed è vero per tutto. Ma il cambiamento è reale e costruttivo se voluto, se scelto come risposta al tempo, che prova a fare di noi la sua opera d'arte. Ecco, se penso a te e a me ora, vedo la maturità di chi conosce dell'altro le rughe e i fiori e ama le une e gli altri con uguale tenerezza. Non è sempre stato così, come sai bene. Ci sono state tempeste, la nostra barca ha dato più volte segni di cedimento, ne siamo scesi, convinti di trovare la salvezza in altro modo. Ma le tempeste non si placano buttandosi tra le onde e da soli, tra le onde, si rischia di perdersi. Ritrovare la nostra barca, dopo tante tempeste, è stato uno dei regali più belli che la sorte mi abbia concesso. Ritrovarla però piena dei segni di quelle tempeste e sceglierla di nuovo perché oggi, e non allora, è la barca su cui mi sento di voler navigare con te.
Mi hai stupito più volte. Non con il brillante puro della tua mente, non con la tua onestà, non con i tuoi ideali di innovazione e di miglioramento del mondo che abiti. Tutto questo è la radice solida e profonda della mia stima per te. Mi hai stupito con la tua voglia di metterti in gioco, di reinventarti e di reinventarci, senza temere di guardare i tuoi limiti e di usarli per cercare nuove risposte. Quindi non ti dirò che sei la mia vita, perché potrei vivere anche senza di te, perché entrambi sappiamo ormai che le frasi ad effetto lasciano il tempo che trovano. Vivrei senza, come faresti tu, ma sarebbe un vivere buio e triste.
Ti dirò invece che amo la pazienza del tuo amore. Amo l'intelligenza del tuo sguardo. Amo che tu ami la mia vita per intero, le stanze piene di luce e quelle buie e fredde. Amo la tua fragilità che non ha più bisogno di infingimenti e amo il coraggio con cui pensi il mondo.
E oggi, guardando fuori da questa finestra il sole ricamare merletti sulle tegole dei tetti di Roma, ringrazio il Cielo di averti trovato e di averti ritrovato. Lo ringrazio per il calore e la luce che hai regalato ai miei giorni e dei giorni che vorrà regalarci ancora. Su questa barca, insieme.