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Ormai non aveva più fiato, correva con tutta l'energia che gli era rimasta voltandosi continuamente indietro con la speranza di non essere raggiunto.
Un'unica possibilità di fuga: la sua salvezza era quel buco nella recinzione che giorno dopo giorno aveva creato utilizzando un pezzo di metallo che aveva trovato scavando le fosse comuni.
Che ironia il destino.. poteva salvarsi e per farlo utilizzava qualcosa che aveva trovato immaginando la sua morte.
Il ringhiare dei cani si faceva sempre più vicino e nonostante la lontananza dei soldati, sentiva i colpi di mitra sibilargli vicino. Poteva morire lì, in quell'istante ma cosa sarebbe cambiato? Un giorno in più in quell'inferno non valeva più del tentativo di morire cercando di essere libero..
Il buio di quella notte non lo poteva fermare, ancora pochi metri nella neve gelida e ce l'avrebbe fatta.
Vedeva la recinzione, il buco era ancora lì.. la divelse con le sue ultime energie, il cuore stava per esplodergli.
Ci era riuscito! Per qualche istante percepì la libertà ed era la sensazione più bella che avesse mai provato in vita sua.
All'improvviso una fitta al ginocchio e poi il buio. Quando riprese i sensi era circondato da soldati con i mitra puntati addosso, il sangue gli colava giù dalla fronte e non vedeva più da un occhio.
Aveva capito, ma ormai non gl'importava più.. aveva riassaporato la libertà anche se solo per pochi attimi e sapeva che era l'unico modo che avrebbe avuto per farlo.
Un Oberführer gli si avvicinò con la pistola puntata, con quel poco che riusciva a vedere riconobbe il suo caro amico Dieterik e nei suoi occhi percepì la compassione. Chiuse gli occhi, gli fece un cenno col capo.
Un colpo di pistola squarciò il silenzio della notte.. e la neve si colorò di rosso.