ISTAT: la disoccupazione è in calo, ma aumenta il numero di chi non cerca un posto.
Tra qualche anno in Italia non ci saranno più disoccupati, solo rassegnati.
Cognome?
Lo Duca.
Nome?
Giuseppe.
Anni?
42
Titolo di studio?
Laurea in Ingegneria.
Posto di lavoro?
Nessuno.
Come nessuno?
Non lavoro.
Allora scrivo disoccupato.
No, non si permetta.
Perché, scusi?
Non sono disoccupato.
Ma se non lavora?
Si, ma non lo cerco.
E perché non lo cerca?
Tanto non lo trovo.
Ma a noi risulta che ha inviato un curriculum.
Mi perdoni, quella è mia madre. Mai che si faccia i fatti suoi.
Ma vuole lavorare o no?
Che c’entra, io non lo cerco, se però me lo proponessero…
Ah, è una questione d’orgoglio …
No, è una questione di Istat.
Non la seguo.
Io rientro in quel 25 % di italiani che non hanno lavoro ma non lo cercano più. Mica posso ingannare l’Istat in questo modo, non è carino.
Ma lei la prende la disoccupazione o no?
No, prendo la rassegnazione.
La rassegnazione?
Si, dopo dieci anni che hai cercato lavoro e ti sei rotto la minchia, lo Stato ti passa il sussidio di rassegnazione.
Ma non è vero!
No, ma non sarebbe bello?
Ma se ne vada, mi faccia il piacere.
Me ne vado, ma lo scriva che non lo cerco il lavoro. Anzi, mi nascondo per bene, non sia mai che mi trovasse lui.