" Devi farmi questo favore, Frank. Voglio che ammazzi quel bastardo che si scopa mia moglie!"
" Uh...Che brutta parola, lo sai che odio la volgarità...Magari fanno l'amore, chi può dirlo..."
" Mi prendi anche per il culo?" Disse Mike senza guardare l'amico.
" Stai calmo, stavo solo scherzando...Comunque ho il dubbio che tu non possa pagarmi per questo lavoro, lo sai che non sono due bruscolini. " Frank guardò dritto negli occhi l'amico.
" Lo so che hai una parcella salata. Ma ti darò i tuoi soldi non preoccuparti. Ho in ballo qualche manovra finanziaria che mi permetterà di saldare il conto." Mike prese una sigaretta dal tavolino.
Frank lo imitò aprendo il suo pacchetto nuovo di Marlboro. Dopo aver tirato una boccata disse.
" Come quella di qualche mese fa che ti ha fatto perdere cinquantamila dollari? Vedi Mike, sono un pò in difficoltà a fidarmi di te. Siamo amici sin da piccoli, ma temo che proprio per il nostro rapporto la cosa possa essere un problema. Io, di solito, sono abituato a prendere i soldi prima di portare a termine il lavoro. Capisci? Sono un pò come Amazon...Prima paghi e poi ti consegnano la merce...Comunque la nostra amicizia mi permetterà di fidarmi di te. Anche se ho dei dubbi...Farò un'eccezione...solo perché sei tu."
Frank continuò a fissare l'amico. Aveva bruciato la sigaretta in un minuto. Mike gli chiese se volesse altro da bere. Frank rifiutò e gli chiese notizie sull'uomo da eliminare.
"È il suo personal trainer. È un ragazzo di trent'anni. Si chiama Luke. Lei ha iniziato a frequentare la palestra circa due anni fa. Diceva che voleva mettersi in forma, che non si piaceva più come prima e voleva tornare ad essere attraente..." Mike guardò in terra, il suo sguardo si era perso a fissare qualcosa e rimase in silenzio qualche secondo. Frank si infilò in quella pausa facendo altre domande.
" Come fai a essere sicuro che se la sco...che vanno a letto insieme?" Frank fece una smorfia, dispiaciuto da sé stesso per quella mezza parola volgare, poi continuò. "Da chi l'hai saputo?"
Mike prese un'altra sigaretta.
" Dalla sua amica Jane, con cui frequenta la stessa palestra. All'inizio facevano gli stessi orari. Finivano alle otto di sera dopo il solito allenamento. Dopo circa sei mesi, Rita ha iniziato a frequentare un altro corso finendo sempre un'ora dopo. All'inizio, Jane non si accorse di nulla ma poi cominciò a notare gli sguardi ammiccanti tra di loro, le battutine e altro. Si era creata una strana complicità che purtroppo continuava anche dopo l'allenamento. Un giorno, Jane stava facendo degli esercizi, distesa sul tappetino. Rita era di fianco a lei ma si era assentata un minuto per andare in bagno. Aveva lasciato il telefonino sul pavimento e Jane lo sentì squillare. D'istinto, ha allungato lo sguardo e ha notato un messaggio di Luke che era intento a girare per la palestra osservando gli esercizi degli altri.
C'era scritto... " ho voglia di te tra un'ora..."
( una settimana dopo )
Frank era seduto al bancone del bar a sorseggiare un Martini bianco ghiacciato. Parlava con il barista di cavalli e scommesse. Erano le otto di sera, e dopo una mezz'oretta e altri due alcolici, si alzò per andare in bagno. Si guardò allo specchio sistemando il cappello nero poi abbassò la tavoletta del cesso e la utilizzò come tavolino. Consumò due righe di cocaina.
Seduto in macchina, di fronte all'abitazione di Luke, Frank osservava la strada buia e illuminata solo dai lampioni. Era una via poco trafficata appena fuori il centro della città.
Ad un tratto, un veicolo sportivo si fermò sull'altro lato della strada. Un uomo scese insieme ad una donna.
Era Rita, la moglie di Mike.
Frank fece un respiro profondo, li vide dirigersi verso l'ingresso dell'abitazione. Entrarono.
Dopo qualche minuto, scese dalla macchina e si guardò attorno nel silenzio più totale.
Camminò piano verso la casa in cui aveva visto entrare Rita con il personal trainer.
Il vialetto era illuminato e arrivando di fronte alla porta si fermò.
Non appena si affacciò alla finestra del suo appartamento, il signor Murphy vide un uomo vestito di nero con indosso un cappello fermarsi di fronte all'abitazione di Luke.
Si accese l'ennesima sigaretta della giornata, costretto su una sedia a causa di un infortunio alla gamba destra. Rimase a fissare incuriosito quell'uomo, che stava davanti alla porta d'ingresso nella casa di fronte a lui.
Frank rimase fermo qualche secondo, poi suonò il campanello tenendosi fuori dalla portata del videocitofono. Dentro rispose una voce maschile.
"Pizza! Consegna a domicilio." Disse Frank a voce alta.
"Non ho ordinato nessuna pizza. Avete sbagliato mi spiace. "
"L'indirizzo è questo, signore." Disse Frank con un tono fermo e deciso.
"C'è sicuramente un errore. Ti ripeto che non abbiamo ordinato nulla."
Frank ripetè convinto le stesse parole e suonò di nuovo il campanello. Luke si innervosì e aprì di colpo la porta.
"Ti ho detto che..." Non fece in tempo a finire di parlare che Frank gli assestò un colpo con il calcio della pistola spingendolo dentro casa.
Il signor Murphy, strabuzzò gli occhi e spense subito la sigaretta. Prese le stampelle appoggiate alla finestra e si alzò per raggiungere la camera da letto dove aveva lasciato il telefono.
Frank puntò la pistola col silenziatore contro Luke e gli intimò di restare fermo. Quest'ultimo era a terra e si teneva la testa per il dolore. Alzò gli occhi verso Frank e con voce debole gli parlò.
"Chi cazzo sei?! Io non ho fatto niente."
"Dipende dai punti di vista." Rispose Frank con calma, nonostante la cocaina in corpo.
Rita uscì dal bagno in quel momento. Chiamò Luke chiedendogli chi avesse suonato alla porta. Non appena entrò in salotto si trovò davanti Frank che teneva sotto tiro il suo amante.
"Frank..." Disse Rita con voce spaventata. "Che ci fai qui? Dio mio ti prego non fare pazzie!"
"Potrei chiederti la stessa cosa...non dovresti essere a casa a quest'ora? In un'altra casa intendo..."
Rita cercò di restare calma e gli chiese il perché di quella visita. Dopo aver spiegato tutti i dettagli del racconto di Mike, Frank chiese a Rita di uscire e di tornare immediatamente a casa.
" Rimettiti quel cappuccio in testa e cammina con la testa bassa, sia mai che qualcuno ti veda e ti possa riconoscere. E quando arrivi a casa butta via quei vestiti."
Rita eseguì subito l'ordine di Frank e uscì di casa singhiozzando.
Il signor Murphy, al telefono con la polizia, ad un tratto smise di parlare. Vide una donna uscire di casa e camminare spedita a testa bassa. Indossava un cappuccio sulla testa. Non riuscì a vederla in volto. Il poliziotto, dall'altra parte del telefono, gli chiese ancora dettagli su quello che aveva visto.
"È sicuro che quell'uomo abbia colpito sulla testa il padrone di casa? Ha sentito qualche sparo o altro?"
"Certo che sono sicuro! " Il signor Murphy, un pò agitato, continuò. "Gli ha dato una botta in testa e poi lo ha spinto dentro. Non ho sentito spari né rumori di alcun tipo. Una donna è uscita in questo momento, porta un cappuccio sulla testa e si sta allontanando a piedi."
Frank uscì di casa pochi minuti dopo. Si diresse tranquillo verso la macchina. Arrivato sul marciapiede si guardò in giro in tutte le direzioni. Silenzio. Poi alzò gli occhi e vide una finestra aperta. La luce in casa però era spenta e questa cosa lo incuriosì. Aprì la portiera della macchina, mise in moto e richiuse lo sportello sbattendolo con forza.
Dopo pochi secondi, la luce tornò a illuminare la finestra che aveva osservato un attimo prima. Un uomo, che sembrava seduto su una sedia, si affacciò e Frank da dietro un muretto lo vide. Aveva lasciato la macchina accesa. Si sporse e sparò un colpo silenzioso al vetro della finestra. Il signor Murphy per lo spavento si buttò a terra nonostante il dolore alla gamba. Cacciò un urlò.
Frank risalì in macchina e se ne andò.
Mezz'ora dopo, una pattuglia della polizia si fermò di fronte alla casa sospetta. Appena entrarono, gli agenti videro Luke a terra, ucciso da un proiettile silenzioso alla testa.
Il signor Murphy fu interrogato ma non rivelò nulla di utile alle indagini. Agli agenti, disse di non aver visto in faccia l'assassino né la donna uscita poco prima. Raccontò solo che l'uomo aveva sparato un colpo alla finestra di casa sua e che per la paura si era buttato a terra. Non era riuscito a vedere la macchina sulla quale se n'era andato.
( qualche settimana dopo )
La relazione tra Mike e Rita tornò ad essere serena. L'amore sembrava di nuovo vivo nella coppia.
Rita non rivelò mai al marito quello che era successo in casa di Luke. Nemmeno Mike le fece capire che aveva scoperto i suoi tradimenti.
Frank, di tanto in tanto, andava a trovarli, sopratutto per riscuotere la rata del pagamento di quel lavoro. Si erano accordati su una cifra mensile. Ogni volta che Frank entrava in casa loro, Rita lo salutava guardandolo solo per un secondo, e abbassando la testa si congedava dai due amici trovando sempre una scusa per uscire.
( tre mesi dopo )
Giovedi sera. Mike uscì di casa alle otto. Rita lo salutò e gli disse di divertirsi. Da qualche tempo, aveva preso l'abitudine di giocare a calcetto con i suoi amici. Arrivato al campetto scese dalla macchina e raggiunse i compagni per la solita sfida.
Dopo la partita, si fece una doccia veloce e uscì nel parcheggio guardando l'orologio. Una macchina si fermò di fianco a lui. Mike accese una sigaretta e salì, salutando Jane con un bacio appassionato.
Fine
Immagine di copertina
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