Premettendo che non sono qua a scrivere il manuale della felicità, vorrei condividere con voi amici di steemit la mia personale esperienza. Ho 23 anni, lavoro stabilmente e nella mia vita ho trovato (da poco tempo) la mia stabilità. Ho insomma capito che bisogna "imparare a bastarsi". All'età di diciassette anni è entrata a far parte della mia vita una ragazza fantastica. Si chiama Barbara, è un anno più piccola di me, e mi ha sempre reso felice, come nessuna era mai riuscita prima di quel gennaio 2011. Incontrarla fu una vera fortuna per me, anche per il modo in cui la conobbi. In quel periodo lei venne in Calabria per stare due settimane dalla cugina, mia grandissima amica. Fu, per entrambi, amore a prima vista. Appena conosciuta, iniziai a scherzare e parlare con lei in maniera del tutto naturale, come se fossimo amici da anni. Dopo quattro giorni ci baciammo per la prima volta. Ero felicissimo. Avevo avuto la fortuna di incontrare una persona fantastica e di piacerle quanto lei piacesse a me. Una favola. Ma ogni favola, finisce. Terminate le due settimane lei dovette tornare a casa, a Taranto. Contro ogni logica, nonostante ci conoscessimo pochissimo, decidemmo di continuare la nostra relazione, anche se a distanza. Fu un continuo viaggiare per entrambi: Cosenza-Taranto; Taranto-Cosenza; Cosenza-Roma; Roma-Taranto. Dopo cinque lunghi e bellissimi anni passati insieme, nell'aprile scorso, entrammo in una forte crisi. I viaggi aumentavano lo stress, l'Italia non mi offriva l'opportunità di trovare un lavoro abbastanza retribuito per provare a vivere nella stessa città, e la distanza stava diventando sempre più insopportabile. Arrivata l'estate, poi, ci fu da parte di entrambi la decisione di rompere il nostro ormai consolidato rapporto; fu una scena tristissima. Dopo una forte lite, presi la macchina e partii (per l'ennesima volta) alla volta di Taranto! Arrivai a casa sua e la reazione fu quella aspettata: mi abbracciò forte come non mai, e mi disse che non sopportava più la distanza, che se fossimo stati vicini tutti questi problemi non ci sarebbero stati. Ero d'accordo. Finimmo per lasciarci, facendo l'amore tutta la notte e piangendo il giorno dopo. Ricordai tutti i cinque anni trascorsi insieme, i bei momenti passati insieme, le liti, tutto quanto; le avevo dato veramente tutto, e mi sosteneva sempre. Da li iniziò il crollo. Non avevo più voglia di mangiare, dormivo massimo tre ore a notte, persi anche otto kili in tre settimane; veramente distrutto. Trascorsi tre mesi dalla rottura, lei si fidanzò di nuovo, e tutt'ora sta insieme ad un ragazzo di Taranto. Spero sia un bravo ragazzo e che possano essere felici, perché davvero desidero il meglio per lei. Da allora però, capii che dovevo riprendere in mano la mia vita. Imparare che non ho bisogno di una persona al mio fianco, non ho bisogno che qualcuno mi aiuti, basta trovare la forza per riuscire a raggiungere ogni obbiettivo che mi prepongo. Ho imparato che nei momenti bui, non ho bisogno di una spalla su cui piangere; mi bastano le mie di spalle, basta raddrizzarle, alzare la testa, e continuare ad andare avanti. Ringrazio sempre il signore di avere mia sorella, l'unica persona della quale son sicuro di poter contare fino alla fine dei miei giorni. Quest'anno, infatti, ho trascorso (come sempre da sette anni a questa parte) un'estate fantastica. Un'estate in cui ho capito di voler stare insieme alla ragazza che reputo la più grande amica che abbi mai avuto; tra fi noi c'è feeling, siamo felici e spensierati solo quando stiamo insieme. Lei vive a Roma, e per questo non le ho ancora confessato ciò che io immagino per un nostro futuro, ma non appena avrò l'occasione di trasferirmi a Roma, sarà la prima cosa che farò! E questo perché? Perché cercherò sempre una persona con cui condividere le cose belle della vita ed a cui dedicare tutto me stesso. Ma, al contempo, ho la consapevolezza che se non dovessi mai trovarla, potrò contare sempre sulle mie forze, e sarò sempre in grado di rialzarmi, anche da solo. Basta imparare. Imparare a bastarsi.