Nei primi vent'anni di vita cresce il carico di "DEMONI" che ci porteremo dietro. Per il resto del tempo, cercheremo di liberarcene.
Ma, ovviamente, quanto più sarà pieno il nostro carico, più "DEMONI" ci trascineremo, meno energie avremo ogni giorno, mentre molta di più sarà l'energia che avrà il nostro carico.
Con il mio post di oggi, vorrei portare all'attenzione di tutti, che sì, per quanto buoni possiamo definirci, ognuno di noi ha un carico di ombra che si porterà sempre dietro.
[Fonte-Tumblr.com]
Sin dall'infanzia, ognuno di noi comincia a definire la sua personalità che, nelle sue infinite sfaccettature, presenta incontestabilmente qualche "lato oscuro", che non piace a chi ci sta intorno.
Questo carico di oscurità, si ramifica e prende posto dentro ognuno di noi parallelamente a quelle caratteristiche del nostro carattere che meglio ci identificano. Queste ultime, per intenderci, possono essere la simpatia o la buona educazione che lasciamo emergere; dall'altra parte, teniamo nascoste le caratteristiche che non si adeguano alla nostra immagine, come l'egoismo o l'invidia.
In ogni cultura (ed anche in ogni famiglia) si determina ciò che corrisponde all'ego e ciò che invece viene relegato all'oscurità, in relazione alle usanze ed ai membri di queste varie micro-società. In pratica, in alcune culture, sarà permessa l'espressione dell'aggressività e dell'ira, senza essere additati come "demoni", mentre in altre queste espressioni vengono proibite dal ''buon costume''.
Capiterà, però, che un giorno decideremo di far uscire questo nostro lato oscuro, e tutto ciò che vi è stato accumulato all'interno ne verrà fuori diventando quasi ostile, sottomettendoci, come se avesse organizzato una rivolta contro di noi.
Proprio per questo non bisogna reprimere troppo gli stimoli che provengono dai nostri ''demoni''. Bisogna lasciarli uscire, gradatamente e tenendoli sempre sotto controllo. Prima che sia troppo tardi, perchè ciò che non affrontiamo, finisce inevitabilmente per sorprenderci sgradevolmente.
[Fonte-Wordpress.com]
L'ombra, quindi, può essere intesa come l'insieme di quelle qualità che noi stessi non accettiamo. Quelle che quando ci guardiamo allo specchio, non vediamo nel nostro riflesso; non perchè non ci siano, ma perchè rifiutiamo noi stessi di incontrarla.
Ma bisognerebbe, anzi sarebbe essenziale, incontrare, confrontarsi, AFFRONTARE il nostro lato oscuro. Certo, tutti questi sentimenti relegati all'ombra alimentano spesso l'occulto potere della cattivissima natura umana, ma non sempre tutto ciò è negativo. Come è possibile?
Perchè, talvolta, nell'ombra vi si nascondono anche attitudini che noi stessi non conoscevamo, e che quindi non abbiamo sviluppato. Quest'ultime sono parte integrante del nostro inconscio, che va a completare il nostro ego, e che la nostra personalità dimentica o sotterra nei meandri più scuri della nostra mente.
Quando però andremo a confrontarci con gli altri, oppure semplicemente andremo a confrontarci con noi stessi incontrando la nostra ombra, ritroveremo queste qualità che si nascondo per anni in ognuno di noi.
[Fonte-Socialup.it]
Risulta molto difficile percepire l'ombra in modo diretto, perchè spesso risulta sfuggente agli occhi della nostra stessa coscienza. Molto più semplice, riconoscere i nostri "DEMONI" al di fuori di noi stessi, quindi attraverso le caratteristiche e le azioni delle altre persone.
Bisogna, tuttavia, essere coscienti che quando ammiriamo/disprezziamo un modo di essere di una persona, ci stiamo rispecchiando in quest'ultima, con l'intenzione di liberarci o di far nostra quella caratteristica che si cela nell'ombra.
Durante l'arco di una giornata, ogni singolo giorno della nostra vita, passiamo in rassegna gli atteggiamenti delle persone che ci circondano, cercando di capire in che modo questi possano interessarci e tal volta infastidirci.
Riconoscere i nostri demoni, quindi, implica un bel viaggio di recupero della nostra ombra, affrontando un'immagine molto più complessa e completa di noi stessi, con tutti i pregi ed i difetti, lasciando fuori per un attimo le nostre paure e la rigidità con cui teniamo alla larga i nostri "DEMONI".
Questo processo, spesso e volentieri, si attua quando non riusciamo più a dare un senso alla nostra stessa vita, perdendo anche l'interesse della stessa. Tutto ciò avviene volontariamente e coscientemente, assumendo tutto ciò che abbiamo fino ad allora ignorato.
[Fonte-Bandadicefali.it]
Dopo queste brevi analisi, arriva il senso stesso del post che sto scrivendo quest'oggi. Far pace con i nostri demoni, per cercare di migliorarsi sempre, integrando i nostri difetti, al pro di poterli un giorno controllare, fino a farne (chissà?!) un nostro punto di forza.
Un punto di forza, sì; perchè solo noi sappiamo il processo che sta dietro all'accettare i propri difetti, e solo noi possiamo tramutare quest'ultimi in pregi. Mi spiego meglio (o almeno ci provo).
Nel momento stesso in cui si accettano le sfaccettature più brutte del nostro Io interiore, come ad esempio l'egoismo, si approfondiscono i nostri aspetti positivi. Ogni persona, per natura, nasce egoista: il nostro punto di forza, signori, sta nel mettere da parte questo "DEMONE" a favore dell'altruismo, cose che non tutti (PURTROPPO) riescono a fare.
Si arriva quindi alla riconciliazione con il nostro lato oscuro, che viene fuori sempre in maniera controllata, facendo sì che il nostro inconscio smetta di essere pericoloso.
La nostra forza sta proprio nello scoprire che non siamo composti solo da luce, da pregi. Bisogna quindi essere al corrente del fatto che in ognuno di noi, indistintamente, alberga la capacità di fare del male al prossimo.
Prendendo coscienza di questo, di conseguenza, ci si avvia verso una sorta di "rinascita spirituale", che ci tiene alla larga dalle avversità che sarebbe in grado di scatenare ogni nostro "DEMONE".
OGNUNO DI NOI TRASPORTA UN CARICO DI OSCURITA', BISOGNA SOLO SAPER RICONOSCERE IL MOMENTO GIUSTO E LE MODALITA' CON CUI VI SI DEVE DAR SPAZIO NEL NOSTRO ESSERE. MENO QUESTA SARA' INCORPORATA, PIU' SARA' NERA.
E come diceva Carl Gustav Jung (psichiatra, psicanalista ed antropologo che ha ispirato questo mio post):
L'OMBRA DIVENTA PERICOLOSA SOLO QUANDO NON GLI PRESTIAMO LA DOVUTA ATTENZIONE