I Suonatori di Campane

maestrale(47)
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Nel frastuono giornaliero di un paese caotico di tanto in tanto dei rintocchi melodiosi e "strani" richiamano l'attenzione.
Un suono puro che chiama il popolo.
Un piccolo gruppo di persone si forma davanti la piazza della chiesa, l'orologio con i suoi rintocchi ricorda l'ora.

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Si entra in chiesa, si attraversa una piccola porta buia nella sacrestia. Una scala a chiocciola salita di corsa inizia a far venire il fiatone, si sale sempre più in alto, finalmente si inizia a vedere la luce naturale, le gambe tremano e la testa gira.
Tre campane, la maggiore al centro, la media e la piccola ai suoi lati.
Tutti si dispongono ai loro posti, non servono parole ma sguardi e gesti.

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La campana grande inizia ad oscillare grazie alla forza e alla passione di possenti braccia. Tutti si muovono ritmicamente e il suono dei sacri bronzi inonda il paese.
All'interno della cella del campanile lo spazio è poco, la massa di 900 kg della campana grande fa oscillare il campanile.
Il suono è assordante, i maestri campanari sembrano danzare insieme alle funi, girano, saltano, giocano, come a dire: sei qui, sei tra noi, sei grande e possente, sei la voce di Dio.

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Con dei salti acrobatici arriva il momento di fermare la campana grande e di concludere la suonata con un ritornello veloce ed armonioso detto romanella .

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Non è un fatto antico che nella basilica della SS. Trinità di Piano di Sorrento esiste ancora un gruppo di persone che scalano la torre per dar voce ai sacri bronzi.
E' una tradizione fatta di fede, passione profonda e attaccamento alle proprie origini. Come quei padri e quei nonni anche io tramando l'arte del suono manuale delle campane.

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(testo e foto sono di proprietà dell'autore)

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