Quanto tempo abbiamo per pensare in questo periodo, talmente tanto che, per assurdo, è quasi fatica riorganizzare le proprie idee...
Questa mattina ero già con la mente lucida alle 8, mi sarei dato i cazzotti in testa per dormire anche, purtroppo non rientro tra quelle categorie di lavoratori che possono svolgere le proprie mansioni, mi sono girato e rigirato nel letto e sono rimasto lì, certamente, potevo andare in sala ed accendere il computer e incominciare a scrivere, giocare, faucettare, ma non ne avevo voglia, questi che sono tra i miei passatempi preferiti in tempi normali sono situazioni che alla lunga mi portano a una sorta di alienazione, oltre certi orari faccio fatica ad andare, pur essendo attività che mi piacciono da matti.
Qualche ora è effettivamente passata, stranamente le rompipalle professioniste a 4 zampe non sono venute a scassare, per cui mi sono alzato alle 11 e 10, con piccoli pisolini e lunghi momenti di riflessione, in cui la mente, tanto per cambiare, è volata quasi sempre su questo maledetto coronavirus e sugli effetti che ha scatenato.
E' un casino, un vero casino, siamo sottoposti, e purtroppo legittimamente, a un regime che assomiglia tantissimo a quelli totalitari, dove il concetto di libertà personale viene sacrificato per interessi collettivi di primaria importanza, ma mentre nei regimi dittatoriali veri e propri non ci sono giustificazioni di sorta, nel nostro specifico caso sono strumenti necessari per cercare di arginare questo fenomeno, di dimensioni talmente incerte che non abbiamo ancora la capacità di definirle con precisione.
Un concetto si è fatto strada nella mia mente, elaborando quando sentivo dagli organi di informazione e quanto riportatomi realmente da persone che sono cadute in queste restrizioni, stiamo correndo un gravissimo pericolo, in quanto se per sbaglio noi o un nostro famigliare, anche strettissimo, dovessimo cadere vittime di questo fottutissimo virus e necessitassimo di cure intensive, saremmo in completa balia del sistema che si è creato.
Il diritto alle informazioni, la cura e l'assistenza psicologica, il supporto morale che possiamo fornire ai ricoverati contano come zero, se per caso qualcuno dovesse entrare in un reparto speciale è cotta e condita, o ne esce con i piedi davanti o ne esce in piedi, ma tutto il percorso che farà all'interno dell'ospedale non sarà minimamente monitorabile da noi, e questo sinceramente mi angoscia e non poco.
Con tutta l'emergenza che c'è si stanno cercando a più riprese personale medico ovunque, infermiere, dottori, oss, ed ho la grande paura che il livello medio delle cure fornite sia decisamente inferiore a quelle che sarebbero in condizioni di normalità, i turni a cui sono sottoposti sono allucinanti e snervanti (e occorre dirgli grazie), ma questo non toglierebbe nulla all'angoscia che sicuramente si proverà in caso di sparizione in queste strutture di un nostro congiunto...
La mia preghiera è una solamente, che tutto quanto finisca al più presto e che possiamo ritornare, nel limite del possibile, a riprendere una vita decente e degna di essere vissuta, con il pieno ripristino di tutte le nostre libertà e dei nostri sacrosanti diritti, compreso quello di poter supportare i nostri famigliari in caso di bisogno...