E magicamente voliamo ai giorni nostri, quando due vecchi eroi si ritrovarono al tavolino di un bar, dopo essere stati prof e alunno quasi 40 anni prima, si erano visti sporadicamente alcune volte, ma da diverso tempo si erano un po' persi di vista, l'alunno lo riconobbe, era una di quelle giornate in cui non si ha voglia di fare un cazzo, e da questa considerazione partì un discorso, un'ora, o poco più, dove ripercorsero, a grandi linee, la vita del signore più maturo, venne chiesto il permesso per realizzare una storia, dei toni logicamente sfumati, senza riferimenti diretti, dei fatti riferiti, ottenuta la concessione, vennero inviati blocchi di 10 puntate alla volta al protagonista maschile, che le fece visionare alla controparte femminile, la soddisfazione migliore fu quella di leggere un messaggio, della prof di italiano, nel quale richiamava a casa il marito, perché dopo la lettura di una delle puntate le era venuta una voglia irrefrenabile di replicarla fedelmente, passaggio su passaggio, che gioia sentirgli dire quelle parole, per loro, in una sorta di simbolico inno alla vita e all'amore...
Conclusione
Bene, sono giunto alla fine di questo racconto, non avrei mai pensato di riuscire a totalizzare 60 puntate, perché la storia era leggermente più stringata, almeno teoricamente, chiesi qualche ulteriore spunto, mentre in alcune parti sono andato molto a braccio, ho capito, circa 10 puntate fa, che sarei riuscito ad arrivare a questa puntata, ideologicamente riallacciandomi a 2 miei precedenti racconti, che pochi di voi ricorderanno, Criptointesa e Criptogenesi, entrambi composti di 60 puntate, quelli ebbero un seguito decisamente maggiore rispetto a Mi toccherà dirglielo..., sinonimo che alcune cose sicuramente sono cambiate, sono spariti elleccenti interlocutori, gli impegni della vita quotidiana fanno saltare la lettura, oppure, ancora più semplicemente, il mio racconto è sceso di livello, il solo @vittoriozuccala ha seguito quasi tutte le puntate, commentandole, lo ringrazia vivamente, per l'affetto che mi ha dimostrato costantemente, penso che sia il mio canto del cigno, a livello di racconti strutturati in questa maniera, capita tutto in un giorno storto, dove l'umore è sotto i tacchi, ho tristi pensieri in testa, me lo voglio allontanare dalla mente, ma una notizia ricevuta in mattinata mi ha lasciato un retrogusto molto amaro, sono stato profondamente toccato da un fatto, nei prossimi giorni cercherò di metabolizzarlo, ma non è facile, quando, in un certo senso, si è coinvolti...
Fine
P.S.: il titolo di questo racconto deriva da una frase, che ogni tanto passava all'inizio di questo racconto, nella mente di Bruno, Mi toccherà dirglielo, nel senso che il rapporto tra lui e Maria era fondamentalmente basato sul sesso sfrenato, e lui si sentiva il dovere di dirglielo, che non poteva andare avanti, con quei presupposti, ma la donna, con la sua perseveranza, con le sue qualità, con le sue peculiarità, fece progressivamente dimenticare quelle dannate tre parole al futuro consorte, e in questo specifico caso è proprio il caso di dire, non senza un pizzico di sana invidia, e vissero felici e contenti...