Mi toccherà dirglielo... 52° puntata

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Immagine CC0 creative commons

"Non venirmi a cercare, anzi, se mi incroci, cambia strada, la prossima volta non sarò così buono..." ringhiò all'orecchio Bruno, e mentre si allontanava diede un ultimo tocco al bastardo, un bel pizzicotto sulla guancia, di quelli che te la staccano...

Gelo nella stanza, Bruno afferrò la mano di Maria, stringendo chiese mentalmente la conferma della sua fuoriuscita da quella casa, quattro passi e i due compagni erano già fuori, aria fresca, aria nuova, aria pulita, a differenza di quell'atmosfera orrendamente modificata da quell'essere di merda...

Fu la prima e l'ultima volta che Bruno lo vide, Maria andò un'unica volta al capezzale del genitore, quando il diavolo se lo portò via, con buona pace di tutti, dopo una decina d'anni da quel triste fatto, anche in punto di morte la cattiveria non aveva abbandonato il suo corpo, e con un filo di voce disse alla figlia...

"Doveva prende lui, non me, vita di merda...", confermando il fatto che provava un profondissimo rancore nei confronti di quello che divenne suo marito, neanche al matrimonio si fece vedere, eppure stava ancora bene, neanche al battesimo della prima figlia si presentò, nonostante fu regolarmente invitato, quel Natale fu un atto di lesa maestà, non poté vendicarsi solamente per il fatto che dietro a Bruno c'era un universo che era decisamente meglio evitare, aveva pensato di fargliela pagare, un agguato, un appostamento, o altro ancora, ma non era il caso, si sarebbe scatenato un qualcosa di una portata che era difficile immaginare dove sarebbe potuto arrivare...

Fu così che finì sotto terra, a guardare le margherite dalla parte delle radici, Maria ogni tanto andò sulla tomba del padre, non a piangere, bensì semplicemente a salutarlo, a pensare a come sarebbe potuta essere la sua vita se avesse avuto un padre a modo, invece di un essere spocchioso, ripugnante, arrogante e vergognoso come lui, la speranza, quando convolò a nozze con Bruno, era quella che lui fosse nettamente diverso dal proprio avo, che si rivelò assolutamente ben riposta, perché si distinse come un padre severo, ma buono e giusto, pronto a soccorrere e sostenere le proprie figlie in ogni momento in cui loro ebbero bisogno...

La storia tra Bruno e Maria andò avanti nei decenni tra pochissimi bassi e tanti alti, una delle qualità maggiori che si potevano ricondurre alla ragazza era la straordinaria capacità di comporre ogni potenziale lite, perché non le piaceva rimanere in contrasto con il proprio consorte, non ci riusciva, un suo motto, a cui si teneva scrupolosamente, era che la vita era troppo breve per trovare da ridire con le persone, in particolar modo con quelle più care in assoluto, nel suo caso specifico con il partner e con le sue adorate figlie, che crebbero realmente in un ambiente famigliare molto ben strutturato, assecondate da una coppia di genitori di quelle da incorniciare...

Altra componente, da non sottovalutare, innata nel DNA della donna, era quella di mantenere sempre vivo il desiderio sessuale, che non si affievolì minimamente nel corso degli anni, anche se faceva sempre più scalpore, mano a mano che gli anni passavano, il suo appetito sotto le coperte, ma definire sotto le coperte era francamente riduttivo...

Continua...

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