Mi toccherà dirglielo... 51° puntata

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Immagine CC0 creative commons

Bruno rimuginava e rimuginava quanto fosse successo fino a quel momento, non risciva a farsi una ragione di quanto fosse idiota, arrogante e supponente quella facciadacazzo del padre della sua compagna, uno delle sue caratteristiche principali era quella di essere molto trasparente nelle sue movenze, nel senso che faceva una dannata fatica a nascondere il fatto che una persona gli stesse sulle palle, era lampante la sua insofferenza, non di meno se ne accorse anche il diretto interessato, che pompato dall'abbondante vino che aveva tracannato fino a quel momento, partì decisamente all'attacco...

"Cosa c'è Bruno, qualcosa che non ti sta bene, eeehhhh, dillo, dillo dai, che ce l'hai lì sulla vita, dai, tira fuori i coglioni, abbi il coraggio di parlare..."

Maria cercò di intervenire, insieme a uno dei suoi fratelli, ormai il rischio di uno sbottamento era alle stelle, tentò di attirare a sé l'attenzione del padre, ma ottenne solamente di rinforzare e scatenare un altro attacco d'ira...

"Che cazzo vuoi Maria, fatti i cazzi tuoi, è una questione tra uomini, voglio vedere di che pasta è fatto questo tuo uomo, se è un vigliacco oppure ha un po' di sangue in corpo, ma ho paura che sai un cagasotto, come l'ultimo leccaculo che hai portato in casa..."

Bruno stava per alzarsi, venne trattenuto da un fratello, che gli sussurrò di calmarsi, ma il peggio doveva ancora arrivare, Maria prese per un ultimo, disperato tentativo la parola...

"Per favore papà, è Natale, stiamo tranquilli, per favore..."

"Io a casa mia faccio quel cazzo che mi pare, hai capito????", così dicendo si alzò di scatto e allungandosi fece partire un sonoro schiaffone a mano aperta all'indirizzo di Maria, che cadde rovinosamente a terra sulla spinta di quella fortissima botta ricevuta, sbattendo anche la testa sul pavimento...

"Visto, visto, cosa succede a chi mi rompe il cazzo, eeehhhh??", ma non ebbe molto tempo per compiacersi del suo brillante risultato, perché partì un secondo colpo, ancora più violento, ancora più potente, perché la massa da spostare era molto più grande, ma anche questa massa si spostò rapidamente verso terra, finendo lungo steso sul pavimento...

Il bamboccio pezzodimerda panzone del cazzo cadde anche lui, abbattuto da un missile terra-terra scagliato a tutto braccio da Bruno, che si affrettò a mettersi davanti al grande coglione, schernendolo senza mezzi termini, ormai il fiume era tracimato, e non si poteva più contenere...

"Stai attento, vedi, che puoi cadere, a una certa età succede, ma ancora non è niente, ci si può far male davvero, quando si ha la lingua lunga e si fa le testedicazzo senza poterselo permettere, vuoi una mano per rialzarti, schifoso ciccione di merda??"

La squaglia di lardo cercò di afferrare una caviglia di Bruno, ma ottenne solamente che il professore sollevò la gamba per pestare la sua mano sotto al piede, provocando ulteriore dolore, che fece imbestialire il pachimerda a terra, si rialzò con l'istinto omicida, si gettò sul tavolo brandendo un lungo coltello affilato e appuntito, con il quale si scagliò contro Bruno, che non fece altro che fare un paio di finte che disorientarono l'avversario giusto quel tanto che bastava per disarmarlo, con un colpo diretto sul polso, che fece saltare via la lama, dopo di ché afferrò lo stesso braccio, portandolo dietro alla sua schiena, e rigirandolo nuovamente lo sbatté contro una colonna della sala, piazzando il proprio avambraccio sinistro sotto al collo della facciadimerda, e la mano sulle dita unite e distese ben dentro alla bocca dello stomaco, in modo da togliere ulteriormente il fiato al bestione...

"Vedi, ecco che capisci che le ho le palle, ecco che tutto torna, ricorda, finché io sarò il compagno di tua figlia, non ti avvicinare, non toccarla, non alzare mai più una mano su lei, oppure la prossima volta ti faccio monco, hai capito bene, figlio di troia??", per rincarare ulteriormente la dose, piantò a tutta forza la mano dentro allo stomaco del bastardo, che ebbe quasi lo svenimento, lo fece scivolare a terra, e con un diritto e rovescio in piena faccia, scagliati con tutta la violenza possibile, gli stampò due cinquine sulla faccia di merda, e prima di andare da quella nefasta dimora, gli cantò l'ultima litania...

Continua...

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