Ogni tanto ho necessità di trovare, di rispolverare un racconto, o comunque un ricordo, sul quale stendere un po' di parole su questa piattaforma, ho un piano abbastanza preciso di quello che devo cercare di fare su Hive, non posso permettermi, quando le circostanze me lo consentono, di non inviare almeno un paio di post al giorno, di cui uno ormai è diventato quello di Splinterlands, mentre il secondo può e deve trattare un argomento di carattere generale, ecco il motivo per cui devo spesso attingere al serbatoio della mia memoria, che rimane in ogni caso bella piena di tante situazioni che sono lì, accantonate nella mia mente, che non aspettano altro, per certi versi, di riaffiorare e di venire sciorinate...
Mi sono chiesto spesso il motivo per cui ho parlato poco di quello che è stato il mio lavoro principale nella mia vita, sono stato un venditore di articoli sportivi, in particolar modo quelli inerenti alla pratica del podismo, passione che ho coltivato per lunghissimo tempo e che dovrei, per diversi motivi, riprendere a praticare per gli evidenti vantaggi che assicura alla qualità della vita stessa...
C'è una sorta di blocco, un dolore latente, che mi fa allontanare e passare la voglia di parlare di quel lavoro, mi sento in un certo senso come tradito, come rifiutato da tutto quello che si è venuto a creare, in quanto ho certamente effettuato degli errori nella mia vita, delle scelte che avrei dovuto fare ben diverse da quelle che in realtà ho fatto, il classico bivio imboccato per la via traversa, purtroppo indietro non si può tornare, si deve andare avanti e non faccio più parte di quel mercato ormai da più di 3 anni, probabilmente sarà una chiusura definitiva, ho perso molto smalto e entusiasmo in questo periodo, non vedo proprio i presupposti, né probabilmente li voglio, per un rientro in una qualsiasi configurazione lavorativa in quel determinato settore, ma proviamo ad aprire uno spiraglio su un fatto che fu abbastanza allucinante, per come si svolge e per quello che successe in parecchi punti di quella particolare giornata, che fu una delle più particolari in assoluto, tra tutte quelle che ebbi di quella specifica tipologia...
Ho fatto per tanti anni, precisamente una decina, degli stand di vendita direttamente alle gare podistiche, con un raggio di azione di circa 200 km dalla mia città, con puntate fino a 250 km limitatamente a un certo periodo, quella domenica saremmo dovuti andare, io e la mia compagna, non molto distanti da casa, giusto un 120 km circa, variabili a seconda del tragitto che avremmo voluto o dovuto prendere, era una nuova gara, sulla carta prometteva bene, a livello di incasso potenziale, gli organizzatori volevano la nostra presenza sul campo gara perché ci conoscevano da tempo, ed apprezzavano la nostra opera di assistenza, vendita e supporto del popolo dei podisti, per cui eravamo stimolati ad andare per il rapporto esistente tra le reciproche parti, c'erano delle incognite ancora da risolvere, tra cui quella più grande di tutte erano certamente le condizioni metereologiche...
Continua...