La fissò, era fiera e volitiva come sempre, anche se il suo sguardo era velato da una profonda tristezza, lentamente si ricompose, iniziando a preparare l'iniezione, in poco tempo era pronto per la puntura, si posizionò perfettamente e l'esecuzione fu, come al solito, magistrale, Greta non aveva nulla da lamentarsi, era davvero un professionista Duccio, effettuò anche un sapiente massaggio sulla natica per facilitare l'assorbimento e lo smaltimento del liquido, dopodiché si rialzò dal letto, preoccupandosi di ripulire la stanza dai residui della puntura, Greta aspettava che l'uomo si prendesse la sua ricompensa, ma quando ritornò nella stanza, vedendola ancora nuda nella posizione di attesa, si riavvicinò dolcemente a lei, la accarezzò sulle natiche, dandole una leggera palpatina, sussurrando all'orecchio della donna...
"Sono un porco a letto, e vorrei tanto infilartelo in culo, ma non sono una persona insensibile, ho una mia morale, per quanto bassa sia, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, non mi piace, non è da me, già subiranno tanti traumi le tue chiappe, è meglio se ci concentriamo esclusivamente sulle punture, 15 per natica non sono uno scherzo, anche se...", il discorso venne interrotto da un attacco di pianto, che Greta si affrettò a bloccare...
"Oohhhh, non vengo qui per vederti piangere, ho bisogno di te per le punture, non fare il coglione su, dai, non ci pensare, non mi fare stare ancora più male, già il fatto che non mi sbatti mi fa incazzare, come se improvvisamente non fossi più desiderabile."
Duccio sollevò lo sguardo dal pavimento, dove l'aveva tenuto fino ad allora, per mandare affanculo la donna, fecero tutte e 30 le punture, per festeggiare simbolicamente l'ultima la donna riuscì, utilizzando tutte le sue armi, a convincere l'uomo a lasciarsi andare ad un reciproco rapporto orale, da consumarsi lentamente, come ormai era consumata abitudine degli ultimi mesi, voleva lasciare un ricordo a quell'uomo che a modo suo l'aveva amata e desiderata, con un rapporto sessuale senza penetrazione ma ugualmente piacevolissimo sotto il punto di vista dell'appagamento sessuale.
Da quell'ultima puntura non si erano più visti, il ciclo eventualmente era da ripetersi dopo parecchi mesi, ma non necessariamente, per cui rimase solamente il fatto che Duccio era tenuto al silenzio, la situazione di forte stress emotivo nella quale si era venuto a trovare a causa del contrasto con Fabrizio gli avevano parzialmente fatto venire meno alla promessa fatta, anche se effettivamente non aveva detto più di tanto, ma le acque in ogni caso si erano un po' mosse, lasciando quel lancinante pensiero nella mente di Fabrizio, Cosa cazzo voleva dire con quelle frasi buttate là?!?!?
Tanti pensieri si agitavano nella mente di Fabrizio, l'alba non arrivava mai, i minuti scorrevano lenti quella notte, quando finalmente le luci di un'alba radiosa incominciarono a rischiarare il cielo, finché la palla infuocata cominciò a sollevarsi, sempre più, e ben presto arrivò anche Greta, con un sorriso appena accennato sul viso, baciò dolcemente il marito sulla bocca, si fissarono per un paio di secondi, poi la donna esordì con la più classica delle domande...
"Come stai tesoro??"
"Non c'è male, non c'è male, ho avuto un po' da fare nella notte ma adesso sto decisamente meglio..."
"Oggi passeranno i medici in visita?"
"Non lo so, sinceramente, non penso ma non si sa mai, l'importante è che non passi un certo infermiere, di comune conoscenza..."
"A chi ti riferisci, a Duccio per caso?"
"E a chi diversamente'"
"Non so, magari c'è qualche altra persona che conosci..."
"No, proprio a Duccio mi riferisco, perché abbiamo avuto dei caldi contatti, dove ho dovuto frenare i suoi slanci affettivi, la riga e la micro-camera sono state proprio utilissime..."
"Ma a cosa ti riferisci??"
Fabrizio spiegò accuratamente quello che era successo nelle due nottate precedenti, suscitando lo sgomento di sua moglie, che era completamente all'oscuro degli intenti dell'infermiere, l'uomo arrivato verso la fine del racconto esitò, sul fatto se affondare il colpo fino in fondo oppure soprassedere e fare finta di nulla, l'animo combattivo ebbe la meglio, tentò il tutto per tutto...
"Ascolta Greta, alla fine della baraonda Duccio ha farfugliato qualcosa, che non ho ben afferrato, forse si riferiva a particolari riguardanti la tua persona, vi siete visti per caso ultimamente??"
Greta non si aspettava quella frase, non era preparata per fronteggiare quella discussione, oltretutto non sapeva se Duccio avesse vuotato il sacco o meno, tentò ugualmente una strenua difesa, in considerazione del fatto che aveva sempre l'asso nella manica, se le cose si fossero messe male, scelse in ogni caso la strada della negazione...
"L'ho visto dopo mesi qui in reparto, mi ha salutato e nulla di più, perché questa domanda?"
"Perché mi ha detto che dovrei vergognarmi, alla fine della nostra battaglia, per quello che stai passando te, forse sa qualcosa di cui io non sono al corrente??"
"E adesso cosa faccio??", pensò Greta, se da una parte era più che certa che Duccio non si fosse sbilanciato più di tanto, dall'altra parte qualcosa gli era sfuggito, forse a causa del dolore provocato dai colpi inferti da Fabrizio, l'opzione migliore rimaneva sempre quella di negare tutto quanto, di dire che tutto andava bene, che tutto era a posto...
"Non so proprio a cosa si riferisse, io sto bene, qualche acciacco ma nulla di particolare, ogni tanto mi gira un po' la testa, ma tutto nella norma, vaneggiava sicuramente, oppure mi avrà confusa con un'altra persona..."
"Sarà, ma mi sembrava dannatamente certo di quello che stava dicendo, sicura che va tutto quanto bene, che non mi nascondi nulla..."
"Ancora, che dueppalle che mi stai facendo, se ti dico che sto bene sto bene, rilassati un po', che se qui c'è qualcuno che sta male quello sei tu, caro il mio Fabrizio, se non sbaglio, chi è in un letto d'ospedale sei proprio tu, quindi..."
Continua...