"Da dove cazzo è entrata questa, a quest'ora poi, chi ti ha detto di entrare, non è orario di visita, chi cazzo ti ha detto di entrare, ehehhhhh ?!?!?!"
Era Duccio, il mitico Duccio, improvvisamente comparso nella stanza, e guardava con aria minacciosa entrambi, ora Gaia, ora Fabrizio, l'intenzione era più che palese....
"Innanzitutto moderiamo i termini, ok?!?!", esordì Fabrizio, "Cazzo e tu li usi con il tuo cane, hai capito, facciadimerda??"
"Non mi sembra che sei nella posizione di minacciare qualcuno, anzi, stai molto attento, perché sei messo abbastanza male, quando questa qua si sarà scavata, cioè immediatamente, dopo facciamo i conti, sono di turno questa notte, ci vedremo sicuramente, e adesso fuori dai coglioni!!!"
Fabrizio suonò il campanello, per richiamare un collega di Duccio, cacciando pure un profondo urlo che gli causò una fitta di lancinante dolore, in pochi istanti entrò nella stanza un'altra infermiera...
"Cosa sta succedendo??"
"Faccia uscire quel soggetto, lo voglio fuori dai coglioni, è una persona che non gradisco e della quale non mi fido!!"
"Porto fuori questa qua, è fuori orario di visita, altro che me ne vado io, io qui ci lavoro, chiaro?!?!"
Gaia venne accompagnata immediatamente fuori dalla stanza, riuscì a malapena a lanciare uno sguardo a Fabrizio, che la stava giurando al caro Duccio, ma l'infermiere ricomparve per un istante sulla porta della sua stanza, facendo il gesto con il dito che si sarebbe rivisti dopo....
"Pezzo di merda che non sei altro, figlio di troia di una mamma bastarda, lo lascio, lo lascio sto letto del cazzo, e poi facciamo i conti, lasciami riprendere che ti vengo a cercare, dopo vedremo chi alzerà la cresta, ti spacco in due, maledetta carogna", rimuginava furibondo Fabrizio tra sé e sé, in riferimento a quello che era appena successo, il sangue gli ribolliva nelle vene.
Si conoscevano fin dall'adolescenza, non c'era mai stato molto feeling tra loro due, anche in considerazione del fatto che ci fu una sorta di lotta accesa a tre, un triangolo incasinato che coincolse a un certo punto Greta da una parte che voleva a tutti i costi Fabrizio, con Duccio terzo incomodo che cercava di far breccia nel cuore della ragazza, come finì alla fine ormai era storia, Greta concretizzò e coronò il suo sogno d'amore sposandosi con Fabrizio, lasciando l'insistente infermiere con un palmo di naso, Duccio non si era mai accasato stabilmente con una donna, saltando un po' qua e là, passando da una storia più o meno seria a relazioni extra-coniugali, dove recitava la parte dell'amante, ci aveva pure riprovato un paio di volte con Greta, senza alcun risultato dal lato pratico, la donna era stata ferma e irremovibile, aveva altro da fare e pensare nella propria vita piuttosto che inseguire e riverdire delle storie e situazioni mai concretizzate completamente.
Ora si ritrovavano davanti, i due vecchi contendenti, si erano incrociati diverse volte nella vita reale, fuori da quel reparto d'ospedale, poca simpatia, poca stima reciproca, poco savoir-faire, quattro parole, due battute di traverso, in un ventennio questa era stata sostanzialmente la loro vita sociale e l'esternazione dei loro contatti occasionali, non che ne dovessero avere una per forza, ad esempio, nonostante Duccio avesse l'hobby del giardinaggio, non era mai entrato neanche per sbaglio nel fornitissimo negozio di ferramenta di Fabrizio, preferendo rifornirsi in negozi di second'ordine o rivolgersi all'e-commerce, a ulteriore riprova che la garuffa giovanile non era mai stata digerita dal perfido operatore sanitario, se l'era legata al dito, ora aveva la clamorosa occasione per prendersi una tanto agognata rivincita nei confronti dell'odiato e mai dimenticato rivale.
Continua...