Vinta anche l'ultima strenua resistenza dell'amica della donna, i due amanti si separarono per non più di una mezz'ora, Fabrizio divorò la strada, giungendo addirittura prima delle due donne, congedata finalmente Beatrice Fabrizio aprì la porta di un meraviglioso nido per amanti quali erano loro, due corpi e due anime pronti a fondersi più e più volte per varcare ripetutamente la soglia del piacere più intimo e profondo che potesse esistere....
La stanza era semplicemente deliziosa, un meraviglioso e ampio lettone troneggiava nel mezzo, un tavolino laterale era ricolmo di ogni stizzicante prelibatezza, in quanto secondo precisa richiesta di Fabrizio erano stati preparati diversi piatti freddi, che la coppia non tardò a gustare, non prima di essersi completamente denudata, non avevano certo bisogno di vestiti, che si frapponessero tra loro, ogni tanto una carezza intima, ogni tanto qualche crema sui genitali, era troppo buona, per cui non si poteva certo sprecare, e veniva immancabilmente succhiata fino all'ultimo pezzettino...
Tenera, dolce, appassionata, languida fu quella serata, si unirono più e più volte i loro corpi in tutti gli angoli della stanza, fino a farlo una volta pure in bagno, giusto per commemorare degnamente il luogo del loro primo rapporto, quando a notte inoltrata Gaia, mollemente adagiata sul petto di Fabrizio, giocherellando con la sua impegnatissima verga, girò il viso verso l'altrui viso, con una vocina maliziosa salì fino all'orecchio sussurrandogli....
"Amore, sei una favola, mi hai saziato diverse volte, ma manca ancora qualcosa, qualcuno si sta lamentando, perché ha visto tanta azione senza partecipare se non marginalmente, bisogna proprio che gli dai un po' di carne anche a lui, perché la vuole proprio, non è contento...", disse staccandosi leggermente da lui, porgendogli le natiche, l'uomo guardò quella parte del corpo estremamente desiderabile, era impossibile resisterle, ma volle ugualmente obiettare...
"No, non ti sentire obbligata, lasciamo stare per questa volta, magari prossimamente, ma questa sera va bene così, amore mio..."
Gaia scattò verso di lui, improvvisamente l'espressione si fece più cupa e meno serena, come una pantera si avvicinò continuando a fissarlo negli occhi, finché giunta a pochi centimetri di distanza...
"Ehi, ho sofferto tanti, troppi abusi, è stato violentato ripetutamente, è vero, sono finita sotto i ferri per questo, ora fammi sentire cosa vuol dire averlo dentro per libera scelta, perché lo voglio e voglio dartelo, quindi prendilo, fammi ancora tua, perché è giusto così, perché mi sentirò ancora più tua...."
Ritornò in quella posizione, una lacrima scendeva lenta dal suo viso, Fabrizio si avvicinò per asciugarla, scuotendo la testa in segno di diniego Gaia lo bloccò...
"Piango dall'emozione, perché vorrei che questa notte non finisse mai, ora fai quello che ti ho chiesto, non farti pregare, non ho mai implorato nessuno perché me lo mettesse nel culo, tu sei speciale, tu devi entrare anche lì, non devi avere limiti, tutto il mio corpo è tuo, senza divieti né preclusioni, sin da subito, fallo cazzo, o per caso non ti piace?!?!?"
Fabrizio non rispose, andando a baciare ripetuatamente la sua donna, mentre con le mani scendeva ad accarezzare e stimolare la zona inguinale, quindi ridiscese fino all'oggetto della richiesta, riservandogli baci ed affusioni varie, fino a provare una prima penetrazione digitale, lei era pronta, lo era da tempo, adagiandosi completamente si rilassò, pregustandosi l'imminente azione, che non tardò ad arrivare, con la giusta forza e con la massima dolcezza possibile in poco tempo entrò completamente in lei, diede il giusto tempo per fare abituare lo sfintere alla nuova presenza, Gaia si girò leggermente verso di lui, e con un quasi impercettibile "Vai amore" decretò la partenza verso il più appagante e desiderato rapporto anale che avesse mai avuto fino ad allora, riuscendo a raggiungere persino una sorta di orgasmo, quando per un'altra volta l'uomo le dimostrò tutto il suo gradimento venendo dentro di lei, nonostante la grande forma fisica quelle stimolazioni prolungate e tutti quegli orgasmi avevano fiaccato le energie psicofisiche di Fabrizio, che si gettò sul lettone, Gaia lo afferrò per i glutei, non voleva farlo uscire prematuramente, voleva tenerlo dentro di sé ancora un po', lui si francobollò alla sua schiena, abbracciandola e stringendola a sé, baciandola a lungo sul collo, tenendo in mano un seno, accarezzandole il pube, si portò vicino al suo orecchio, riprese ulteriormente fiato per dirle....
"Dove sei stata tutto questo tempo, come faccio a lasciarti andare via, dimmelo, come faccio??"
"Adesso siamo qui, ancora per un po', non sprechiamo il nostro tempo in inutili questioni e seghe mentali, conosci la tua situazione, non ragionare con l'uccello, godiamoci questo momento, non sarà l'unico, ti voglio, sul serio, ma sei impegnato, ne parliamo quando gli ormoni si saranno raffreddati, domani, dopodomani, con calma, ma usiamo la testa, perché tutto non sia rovinato e sporcato da nostri sbagli, stai tranquillo amore, sei tu vuoi io ci sarò sempre, non mi stancherò mai di dirtelo, adesso riposati un attimo, rilassati, riprendi un po' le forze, ne hai bisogno, ci aspetta un lungo viaggio, per cui devi recuperare preziose energie."
Rimasero in quella posizione per diversi minuti ancora, poi sfruttando le diminuite dimensioni del membro Fabrizio uscì da Gaia, che non trovò niente di meglio che accucciarsi sul petto dell'uomo, ponendo la testa sotto al suo collo....
Continua...