Criptointesa - 39° puntata

mad-runner(78)
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Immagine CC0 creative commons

Si fermò sul ciglio della strada in sella alla sua moto, mandò un bel "Ciao amore, come stai??", e dopo pochi secondi un molto meno bello "38 e 9, sono a casa tutta raffreddata!!"

Fabrizio chiamò immediatamente Gaia, voleva sentire la sua voce...

"Ciao Fabri..", in un susseguirsi di colpi di tosse.

"Ciao amore, pure la tosse, cazzo!!"

"Mi va a fuoco la gola..", disse sottovoce Gaia.

"Ti lascio subito, non ti affaticare, ci sentiamo con i messaggi."

"Ciao amore, a dopo."

"Ciao cara, riposati, mi faccio vivo verso mezzogiorno, oppure direttamente nella pausa pranzo."

"Ok, bacio."

La mattinata trascorse senza grossi sussulti, Fabrizio ritornò a casa, si stese sul divano per rilassarsi un attimo e mandò un primo messaggio a Gaia, che rispose immediatamente, confermando la precedente temperatura, calata solamente di 1/10 di grado, era comparso anche un forte mal di testa, giusto per non farsi mancare nulla, l'uomo si congedò rapidamente dalla sua giovane fiamma, per farla riposare, ne avrebbe approfittato per chiudere un occhio pure lui, il peso della nottata tumultuosa si stava facendo sentire, più che di mangiare, aveva un disperato bisogno di una pausa soporifera, gli occhi erano 2 palle di fuoco.

Poco prima dell'apertura pomeridiana, quando Fabrizio stava per lasciare l'abitazione, Greta lo chiamò, comunicandogli che erano già arrivati alla casa ed avevano pure mangiato, un saluto di commiato e la moto attendeva fedele il suo centauro, un veloce trasferimento ed era davanti alla soglia d'ingresso della ferramenta, un cliente lo stava aspettando prima dell'orario di apertura, lo fece accomodare servendolo prontamente.

Pomeriggio agevole, senza particolari problemi, Fabrizio si interfacciò con Gaia un paio di volte, sperando di sentire dei miglioramenti ma nulla, febbre mai sotto ai 38, nonostante l'assunzione di anti-piretici, se le sue condizioni non fossero migliorate sarebbe stata costretta a chiamare il medico.

"Che razza di sfiga", pensava Fabrizio mentre sconsolato rincasava a bassa velocità, "una volta che si presentava un'occasione più unica che rara pammm, si va ad ammalare, se non è sfiga nera questa...., neanche che possa andare io, non ho una giornata di chiusura, per cui sono, anzi, siamo semplicemente fottuti, magari domani sta meglio e per venerdì fa un mezzo miracolo, ma poi per cosa, una sprapazzata di 300 e passa km per vedersi di sfuggita e ancora rotta dall'influenza, ormai è andata, la devo buttare per persa, pazienza, sarà per un'altra volta, non era destino....."

Con il morale a terra e le palle sono ai piedi (tanto non gli sarebbero servite in nessun caso...) Fabrizio si gettò sul divano di casa, rimase un po' di tempo disteso fissando il soffitto, finché prese lo smartphone e chiamò Gaia, la voce era peggio della mattina, la salutò mandandole il più dolce e caldo degli abbracci, per poi concentrarsi brevemente sulla cena, non aveva voglia di nulla, non trovò niente di meglio da fare di ordinare una pizza consegnata a domicilio, che trangugiò svogliatamente sempre abbandonato nella sua tristezza sul divano, la serata trascorse sena nessun sussulto, dovette cercare di darsi un contegno quando verso le 22 lo smartphone squillò, era Greta che lo chiamava per raccontargli brevemente della giornata al mare, dandogli un nuovo appuntamento per il pomeriggio seguente, quando in serata sarebbero andati a vedere un concerto di una band locale.

L'unica consolazione di questa deprimente serata fu che il sonno lo colse all'improvviso, non un sonno ristoratore ma una stanchezza infinita che ebbe il sopravvento, frutto di uno stress e uno stato d'ansia accumulati durante tutta la giornata, culminati nel profondo sconforto che lo fece dormire di filata fino alle 8 della mattinata seguente, quando si destò con quel disperato pensiero, cullato dall'unica alleata che ancora rimaneva al suo fianco, la speranza....

"Ciao amore, come va??"

5, 10, 20 minuti, nulla, gli pareva di rivivere lo stesso incubo dei giorni del dannato ricovero in ospedale, anche se in toni ancora molto più attenuati, in quanto almeno sulla carta era solamente un problema di salute, cercando di darsi un contegno e farsi forza salì in sella alla sua Yamaha, Gaia non aveva ancora risposto, "forse sarà cotta dalla febbre e starà ancora dormendo", pensò cercando consolazione psicologica, in pochi minuti giunse a destinazione ed entrò in negozio, in leggero anticipo, sistemati alcuni documenti incominciò a servire un cliente, nel mezzo della trattativa di acquisto di un compressore arrivò un messaggio, Gabriele, era il nome sotto il quale aveva memorizzato il numero di Gaia, si allontanò un attimo con una scusa, un veloce sguardo per scoprire una raggelante verità, di quelle che ti falcia le gambe....

Continua...

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