Un primo, prolungato momento di interruzione del suo tran-tran quotidiano avvenne un giorno, quando successe una cosa che, per la nostra città, è un po' fuori dal normale, mi riferisco alle precipitazioni nevose, che sono ormai rare e spesso di bassa intensità, l'ultima discreta nevicata, che nell'entroterra della mia provincia fece dei veri e propri disastri, fu nel febbraio del 2012, esattamente 10 anni fa...
La partenza di tutto quanto non la ricordo bene, penso che il mio gatto si stava facendo uno dei suoi proverbiali pisolini, quando tutto contento si alzò dalla cuccetta perché voleva uscire...
La sua impazienza era talmente alta che quasi si metteva a raspare alla porta, quando lui voleva uscire, si doveva far uscire il principino, perché non poteva aspettare...
Lui non poteva vedere l'esterno, era già passata l'ora di cena, fuori c'erano almeno 4 dita di neve, lui non l'aveva mai vista la neve, era lì, tutto compresso, pronto a scattare fuori nella notte, quando mi ho aperto la porta, ma l'ho seguito prontamente...
Dopo aver preso una curva parabolica a velocità pazzesca, punta diritto verso la neve, che si trovava a qualche metro dalla porta complice il terrazzo sovrastante, come si rese conto della sua presenza fece una frenata pazzesca, ma la pavimentazione era bagnata e finì lungo, con il muso nella neve...
Se avesse potuto parlare, mi avrebbe urlato sicuramente una frase del tipo...
"Ma questa che cazzo è?!?!", perché ce l'aveva scritta sul muso, un'espressione perplessa, era disorientato, non sapeva cosa fare, girava forsennatamente la testa a destra e sinistra, vedeva tutto quel bianco freddo che gli bagnava le zampe, provò a saltellare sulla neve ma desistette subito, finché non puntò nuovamente il portone di casa, infilandosi immediatamente in casa, beccandosi un cazziatone da parte della mia compagna perché era bagnato come un pulcino, venne da me intercettato e asciugato prontamente, anche se la manovra non è che lo entusiasmò poi di tanto...
"Coglione, dove cazzo volevi andare, eehhhh, fenomeno da quattro soldi, non la conoscevi la neve?!?! Bene, adesso la conosci, sta sul cazzo anche a me, non la sopporto più di un giorno, ma ce la dovremo tenere per qualche tempo, non si sa quanto, è meglio se ti ci abitui, perché o vai a usare la lettiera, oppure vai a cagare sulla neve..."
La lettiera fu un problema, non si trovava, e le precipitazioni nevose si protrassero per giorni, per cui mi toccò pure fare una sorta di zona franca, libera dalle montagnole bianche e soffici, per fargli fare i suoi bisogni in giardino, era pure riservato, perché quando usciva per andare nel suo cesso all'aperto, se lo si guardava, andando avanti e indietro in quei pochi metri quadri di terreno, finché non uscivamo, virtualmente, dalla sua visione lui non faceva nulla, era un gatto veramente curioso, per il modo di fare che aveva, ma io le fregavo ugualmente, perché mettevo gli scuri aperti a metà, in modo tale che io potevo vederlo e lui no, e come un allocco assumeva le sue posizioni da gatto piscione e cagone, finché con la sua faccia da pirla che lo distingueva sempre quando era impegnato nell'espletamento delle sue funzioni corporali si metteva a coprire le sue nefandezze, contento e soddisfatto...
Continua...
P.S.: tag per @luba555, come da gentile richiesta