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L'impostazione del nostro medico di famiglia, negli ultimi tempi (leggasi da marzo 2020 in poi, praticamente durante l'era-covid...) fa letteralmente cagare il cazzo, perché sistematicamente continua a combinarne di cotte e di crude, come quella di dire di prenotare quella famosa gastroscopia...
A parte l'opportunità di fare o meno quell'esame del cazzo, ma l'aggiunta del non metto la priorità perché non c'era fretta se la poteva, tanto per cambiare, ficcare per bene su per il culo, perché la mia compagna stava male parecchio, quel bruciore dell'esofago continuo le stava togliendo la tranquillità nel vivere quotidiano...
Telefonando al CUP della vicina Regione Marche, riusciamo a ottenere appunto l'appuntamento per il 16 novembre scorso, andiamo all'ospedale, logicamente muniti di mascherina (mi sono talmente rotto le palle anche delle mascherine che non sapevo quasi più che sensazione procurassero, da quanto tempo non ne indossavo una), un ritardo, che sembra superiore all'ora e mezza, in quanto si giustificano dicendo che avevano avuto un problema con un macchinario, ma alla fine, per nostra fortuna, la chiamano con solo una mezz'ora di allungamento di tempo previsto...
Qui inizia un'altra rottura di cazzo, quando si aspetta fuori, per un esame, per un intervento o altro ancora, il tempo sembra dilatarsi, meno male che esistono gli smartphone, e fortunatamente per me riusciva anche a prendere uno straccio di segnale, visto e considerato che sovente le zone ospedaliere sono quasi sempre schermate a livello di segnale, dopo solo una mezz'ora si affaccia un'infermiera, che mi consegna dei documenti, con due ticket da pagare, in quanto è stato necessario fare una biopsia, con l'esito a pagamento, vado in cassa a pagare, giusto per passare un po' di tempo, visto che anche il computer riscossore era molto rallentato, scambio quattro parole con l'operatrice, molto cordiale e disponibile al dialogo...
Sembrava quasi che fossimo sulla stessa lunghezza d'onda, in quanto diverse nostre affermazioni reciproche collimavano praticamente alla perfezione, esordisce dicendomi che diverse sue colleghe le stanno sulle palle (testuali parole), perché lei è più di 20 anni che sta dietro a quello sportello, e si immedesima nei nostri panni, le sue colleghe sono persone altamente menefreghiste, perché se ne infischiano se ci sono problemi, loro fanno il loro lavoro, molto lentamente, e basta, tirando ad arrivare al giorno della paga, il suo ritmo di marcia è ben diverso (confermo questa sua dichiarazione, perché si vede quando una persona si muove in maniera decente o meno...), lei i problemi è abituata ad affrontarli, e cercare di risolverli nel minore tempo possibile, e sottolinea un fatto, fondamentale, che la bontà di un ospedale, come di altre istituzioni, la fanno il personale che ci lavora dentro...
Continua...