Ritorniamo all'ordine cronologico degli eventi, con la mia discesa in sala operatoria, in quanto erano al piano -1, la differenza, a livello di infrastrutture, tra l'ospedale della mia città e quello in cui mi trovavo era nettissima, già il confronto con quello di 20 anni prima era impari, in quanto era sempre decisamente superiore, più innovativo, più moderno, più tutto, ma..., c'era un grande ma, a livello umano, il confronto era ugualmente impari, ma questa volta a fare dell'ospedale in cui mi trovavo...
Erano riusciti a creare come una sorta di ambiente familiare, l'infermiera che mi aveva accudito maggiormente aveva speso buone parole nei miei confronti con i colleghi, per cui venivo trattato più che con i guanti bianchi, giunto nella sala di attesa, arrivò l'anestesista, per farmi passare meglio l'attesa prima dell'intervento mi fece chiacchierare un po', quando seppe di come era stata eseguito il primo intervento, la reazione fu di sconcerto...
"Ma doveva scontare dei peccati per caso?"
"Perché?", chiesi io...
"Perché un attimo di anestesia, di accortezza nei suoi confronti era il minimo che si potesse concederle, che discorso è quello che lei doveva chiedere le punture alla base del pene? Io, senza che lei se ne accorgesse, le ho dato somministrato un po' di anestesia via endovenosa, visto e considerato che ormai il catetere venoso lo avevano inserito, tanto vale utilizzarlo, considerando anche il fatto che un piccolo fastidio è possibile che lei lo senta ugualmente, ma proprio leggero leggero, se posso mi fermerò un po' vicino a lei, se non ho impegni, per distrarla quel tanto che basta per non farle sentire nulla, lei qui è in buone mani, si fidi di noi..."
Erano parole incoraggianti, molto calde e comprensive, la ringraziai, a me l'anestesia, seppur poca, fa strani scherzi, non ho mai fatto un'anestesia totale ma un paio di anestesie parziali, in quella occasione poi, la dose di somministrazione era molto blanda, ma mi venne automatico il gesto di prenderle la mano, portarmela alla bocca e darle un bacio, l'anestesista ricambiò con una carezza e un che carino...
In questo piacevole clima entrai in sala operatoria, un qualcosa doveva andare pur storto, perché sarebbe stato tutto troppo bello, nulla di trascendentale, ma fastidioso di certo...
L'anestesista rimase vicino a me per qualche periodo, finché non rivolse la parola direttamente ai due medici chirurghi, che stavano eseguendo l'intervento di circoncisione...
"Sapete cosa hanno fatto a questo signore, nel primo intervento di circoncisione che ha fatto? Anestesia locale con l'Emla (la pomata anestetica), vi rendete conto? Solamente la pomata, roba da matti, e poi gli hanno detto che le punture le doveva chiedere lui..."
Notai un certo segno di fastidio, nei destinatari di quelle parole, i due chirurghi erano quasi infastiditi, pensai che fosse una mia impressione, ma quando lei rincarò la dose, chiedendo se non avessero nulla di dire, uno dei due la fulminò...
"Non hai finito? Non devi fare nulla? Se il signore è qui, è un segnale che non si è trovato bene e pone fiducia nei nostri mezzi, non c'è bisogno di sottolineare l'accaduto, vai dai, va a fare un giro da un'altra parte..."
Parole che in sostanza non erano troppo scortesi, ma il modo di porsi, il tono, l'aggressività quasi trasparente che le avevano condite mi avevano fatto girare le palle, chiese all'anestesista di avvicinarsi al mio orecchio, le sussurrai queste parole...
"Non te ne andare molto distante (eravano passati al tu), perché quando avrò la certezza che l'intervento sia finito, lo sistemo per le feste, al difensore delle cause perse..."
"No no, non c'è problema, lascia stare..."
"Come vuoi tu, ma io lo riprendo a dovere ugualmente, che tu ci sia, o no..."
Ero deciso, perché non si poteva guardare la reazione di merda che aveva avuto, l'intervento fu veloce e preciso, i punti li sentii appena appena, perché facevo mente locale, quando si alzarono e si capì che l'intervento era finito...
"Senta...", non detto piano quella parola, ma o faceva il finto tonto, o lo era, quel chirurgo, ma non mi sembra tonto, ma, a scanso di equivoci...
"Senta, dico a lei, chirurgo che era alla mia destra, mi sente?!?!"
Questa volta avevo quasi urlato, si girò e mi replicò...
"Certo che la sento, non si agiti, cosa vuole?"
"Mi sono rotto i coglioni di tutta la vostra copertura che vi date reciprocamente, se un chirurgo è un pezzo di merda, incapace di tenere nella minima considerazione le esigenze del paziente, è un pezzo di merda, chiaro??? Il fatto che un altro chirurgo, in questo caso lei, lo difenda a spada tratta, mi fa pure girare il cazzo, sono stato chiaro? Che bisogno c'era di replicare all'anestetista in quella maniera, non poteva limitare le sue parole?? Ha detto solamente la verità, nulla di più, perché sono stati due grandissimi stronzi, e non aggiungo altro, perché se inizio non finisco più, fino a prima del suo intervento tutto era andato a meraviglia nel vostro ospedale, farebbe meglio a riflettere su queste mie ultime parole, se ne ha la decenza, con questo sono io che le dico di andare, che non ho più voglia di vederla..."
Fece una grande fatica a contenersi, ero già pronto a rincarare la dose, ma si voltò e mugugnando un qualcosa se ne andò...
Continua...