Criptointesa - 41° puntata

mad-runner(78)
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Immagine CC0 creative commons

"Sì, sì, 5 minuti e chiudo, non ho un cazzo ugualmente da fare a casa se non chiamare Gaia, sono stanco di questa giornata, che due palle mi sono fatto, non ho proprio voglia di niente, maledizione, vorrei solamente riavvolgere il nastro degli ultimi 2 giorni, togliendo quella maledetta giornata, quando mi ha detto che stava male, oggi poi il non-plus-ultra, sospetta bronco-polmonite, cazzo no, non è giusto, un colpo da sparare e ploff, cilecca, vaffanculo", assorto dai suoi pensieri quasi non si accorse dell'ingresso di una ragazza, che chiedeva se facesse in tempo a dare un'occhiata per un tosaerba.

"Certo, certo, non ci sono problemi, prego si accomodi."

"Un attimo solo, chiamo la mia amica, tesoroooo, vieni pure, dai che il signore si ferma!!"

Entrò una seconda ragazza, molto carina anche lei, che salutò con un sorriso Fabrizio, che ricambiò con un cenno del capo, sembravano ben intenzionate all'acquisto, più che alla semplice visione degli articoli presenti in negozio, chiesero cortesemente se potevano avere del tempo per decidere al meglio, trovando piena disponibilità procedettero nella scelta, rimanendo incerte tra 2 modelli molto simili.

Ad un certo punto la ragazza più minuta, quella più esuberante, chiese all'uomo se ci fosse un bagno, Fabrizio indicò la porta in fondo a un piccolo corridoio tra le scansie del negozio, Lucia richiamò l'attenzione dell'amica...

"Tesoro vieni, che andiamo a fare la pipì, non la tengo più, dai cara che me la faccio addosso!!"

"Eccomi."

Un vago sospetto passò per la testa del ragazzo, l'eventualità che le 2 donne fossero lesbiche, avvalorato dal fatto che Lucia uscì dopo qualche minuto dicendo:

"Scusami ma è finita la carta igienica, l'ultimo pezzettino l'ho usato io, la mia amica è rimasta a metà, avrei potuto asciugarla io ma non si sente a suo agio, fuori dalle mura domestiche, io sono molto più diretta, non ho paura a mostrare la nostra natura..."

"Scusami tu, un attimo solo che la vado a prendere, è nel ripostiglio lì vicino, vado io perché è tutto incasinato."

"Poi però dalla a me, non entrare dentro, che sono molto gelosa..."

"No no, non ti preccupare, ci mancherebbe altro", rispose velocemente Fabrizio, aveva altro a cui pensare, anche se la situazione che si era creata non gli era mai capitata, anche in considerazione del fatto che pensava che la carta igienica ci fosse, ma probabilmente non aveva un ricordo preciso, magari la commessa ne aveva usata parecchia nel pomeriggio.

Lucia entrò nuovamente in bagno, qualche minuto ancora, qualche risolino di entrambi, Fabrizio fece spallucce, pensando a quello che stava succedendo nell'altra stanzetta, in fondo in fondo erano fatti loro, per cui si sedette tranquillo e sconsolato sullo sgabello, in attesa della loro uscita abbassò tutte le serrande elettriche tranne quella d'ingresso, la prima a uscire fu nuovamente Lucia, che recandosi dal ragazzo gli disse...

"Puoi andare un attimo in bagno, non vorrei che tu pensassi che abbiamo rotto la ciambella noi, la mia amica ti fa vedere il punto dove abbiamo trovato un'incrinatura, oltretutto ci si può far male, io esco un attimo a fumare una sigaretta, se mi apri un attimo la porta..."

"Certo, prego, fai pure", rispose l'uomo, che dopo aver fatto uscire Lucia si recò verso il bagno, richiuse un secondo la porticina dello sgabuzzino che era rimasta aperta, entrò nel bagno ma si fermò all'istante....

"Oohhh, perdono, scusa davvero, non sapevo!!", disse richiudendo la porta, come aveva aperto la porta del bagno aveva trovato l'altra ragazza con la gonna sollevata, appoggiata al lavandino con le mutandine abbassate, sottoponendo involontariamente alla sua visione un sedere meraviglioso.

"Ehi, che cazzo fai?!?!", replicò secca la donna.

"Scusami davvero, la tua amica mi aveva detto che c'era la ciambella del wc rotta e sono entrato senza pensare che potevi essere nuda, scusa davvero, non l'ho fatto apposta, mi dispiace sul serio..."

"Fa lo stesso dai, non fa nulla, vieni pure, mi sono sistemata, mi dispiace per la mia reazione eccessiva, entra pure."

Continua...