Buonasera Steemians, questa sera affronteremo un nuovo argomento che fa parte degli studi antropologici e riguarda la razza, la cultura e l'etnia.
Ebbene, iniziamo!
Il termine razza è strettamente connesso alle dottrine razziste che si sono affermate nel 1800 in Europa e negli Stati Uniti. La più celebre è quella del conte francese Gobineau, il quale nel 1856, pubblicò il Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane spiegando tre punti fondamentali:
prevalentemente nel 1800. Durante questo periodo, gli antropologi erano sì influenzati dalle dottrine razziste, ma volevano anche studiare il concetto di cultura come un elemento di differenziazione tra gruppi sociali. Qualsiasi tentativo di stabilire criteri di riferimento viene definito come etnocentrico. A parlare di etnocentrismo è stato lo studioso americano Sumner, secondo cui:
L'etnocentrismo è il punto di vista in base al quale il gruppo a cui apparteniamo è al centro del mondo.
neutrale di questo termine. Oggi, nella nostra società, gli etnici sono gli altri, le minoranze, i poveri, gli arretrati. Le nozioni di etnico e di etnia corrono però il rischio della cosiddetta reificazione: queste nozioni vengono lette come se fossero su una cartina geografica. Come si può appartenere ad un solo Stato così si può appartenere ad una sola cultura e viceversa. Di questa reificazione è colpevole l'antropologia, la quale non ha fatto altro che naturalizzare le culture, e ci ha spinto a pensarle e a vederle come cose che esistono prima e indipendentemente dai processi storici.
Naturalmente un modello del genere non va bene nella nostra società, visto che è influenzata dal fenomeno della globalizzazione
contaminati con gli aspetti di un'altra cultura. E' importante conoscere un nuovo popolo, parlare con altre culture, ma fino ad un certo punto. Bisogna evitare le contaminazioni per non perdere il senso della diversità.
Il seguente discorso si collega ad altri due termini: razzismo e antirazzismo.
A studiare questi termini è stato lo studioso francese Pierre Taguieff, il quale ha individuato tre tipi di comportamenti alla base del'ideologia razzista:
Taguieff ha inoltre individuato tre tipi di azioni legate alle condizioni precedentemente descritte:
Persecuzione, segregazione, discriminazione.
Violenza essenzialista, rivolta ad una categoria in quanto tale.
Genocidio, ovvero, lo sterminio di tutti gli esponenti di una categoria sociale.
Non è facile riconoscere neppure l'antirazzismo il quale, non solo corre il rischio di utilizzare gli stessi strumenti del proprio avversario (razzismo) ma corre anche il rischio di riprodurre gli stessi atteggiamenti di categorizzazione, stigmatizzazione e barbarizzazione.
In questo modo si finisce per creare un nemico assoluto e astratto: la figura del razzista che rappresenta il male assoluto. E questo rischio vale anche per l'analisi culturale del razzismo che ha individuato forme di razzismo nella vita quotidiana, per esempio: nelle interviste, nelle pubblicità, nella comunicazione con gli altri. Tutto ciò che risulta essere antirazzista è quindi impregnato di stereotipi negativi che vengono attribuiti agli altri.
Sono state considerate inoltre forme di razzismo anche i pregiudizi sociali come la classica opposizione tra il bianco e il nero. Il primo viene inteso come simbolo del bene, della purezza e della perfezione, mentre il secondo viene inteso come simbolo del male, del peccato e della sporcizia.
L'invito che faccio attraverso questo articolo è quello di non giudicare mai l'altro, di non considerare inferiore un'altra persona. Siamo tutti uguali in questo mondo ed è importante, bello poter conoscere altre mentalità, altre tradizioni. Disprezzare qualcuno non porta a nulla. Nessuno è superiore o inferiore.
Spero che l'articolo vi sia piaciuto!