Lontano da tutto e da tutti (by @kork75)

kork75(67)
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Liam non aveva nessuna intenzione di accettare l’invito al matrimonio della sua ex, ma non poté fare altrimenti: Evelyn era sua cugina. Ora si chiedeva soltanto perché i suoi genitori l’avevano lasciato da solo dopo il primo antipasto. Il giovane se ne stava seduto lì a rigirare la forchetta nel piatto a sentire spettegolare vecchi e lontani parenti di cui ne aveva dimenticato addirittura l’esistenza.
“Come è andata a finire?”
“Alla fine si è sposato, ma è cascato male”
“In che senso?”
“Dopo quattro anni, ottiene la separazione e i figli vengono assegnati a lei. La moglie poco dopo sparisce… Lasciandogli i pargoli”, rispose la corpulenta signora dal vestito lilla, prima di allungare le paffute mani sulla pirofila del carpaccio.
“Uno scandalo e che immoralità, ai miei tempi queste cose non succedevano”, precisò lisciandosi con noncuranza i grigi baffi, l’anziano e l’elegante uomo in tight.
“Mi scusi giovanotto, mi verserebbe ancora un po’ di rosso?” Chiese la signora Bruna, di nome e di fatto, al cameriere, intento a servire l’ennesimo giro di antipasti.
“Quando la figlia veniva arrestata a ripetizione per ubriachezza molesta, risultando coinvolta in indecenze e scandaletti… Lui dove era? A fare la bella vita, ecco dove era!” Esclamò l’altro uomo seduto tavolo pulendosi la bocca con il dorso della mano dopo aver addentando una fettina di spada marinato, gesto che suscitò in Liam un leggero ribrezzo. Lo sguardo di Liam quando non si perdeva nel vuoto nella speranza d’intravvedere i genitori era gonfio di gelosia e finiva sempre dritto al tavolo degli sposi. Quel pensiero continuo, che quella festa era tutta per lei che se ne stava andando via da lui, lo faceva ammattire. Per giorni pensò seriamente di non andare al matrimonio, oppure di andarci con un vestito da giullare, dicendo cose oscene, magari ubriaco con una bottiglia di scotch in mano e sfasciare tutto, dalle sedie della chiesa alle macchine degli invitati, per poi finire a fare a pugni con lo sposo e perfino con il prete se si sarebbe intromesso. Voleva rovinarlo quello sposalizio, voleva farla piangere Evelyn, ma poi pensò che fosse meglio scaricare la sua rabbia altrove e così per il giorno successivo prenotò un ora al poligono di tiro.


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Il ricevimento nuziale si stava svolgendo nel pieno della tradizione con un banchetto elegante e formale. Erano già trascorse due ore dall’aperitivo di benvenuto e nessuna ombra dei primi piatti: Liam si allentò la cravatta e il panciotto grigio perla.
“Erano passati dieci anni e un tribunale ne riconobbe la colpevolezza con regolare sentenza”, disse lo zio Henry: l’uomo in tight dai lunghi baffi grigi.
“Quindi ora la proprietà è sua?” Domandò sorpresa Bruna spostando il bouquet di fiori che faceva da centrotavola.
“Ha due figli e questa volta è finalmente felice. Anche se resta sempre una poco di buono”, concluse Henry.
“Dicono che uno non sia il suo, è adottato o di un altro”, intervenne la signora dal vestito lilla che si presentò a Liam come Artemia, una lontana cugina della madre della sposa.
“Lo sai del fruttivendolo? È tornata a galla la prima moglie. Quella che scappò con un altro, mettendo al mondo non so quanti figli. Inseguito si era unita con un terzo che viveva nel New Jersey”, mormorò Artemia a Henry facendosi riempire il bicchiere.
“Oh finalmente i primi!” Esclamò il padre di Liam, mentre si faceva riempire il piatto dal cameriere scusandosi ripetutamente con i commensali per essersi allontanato dal tavolo. Liam intanto fissava e rigirava i ravioli di pesce, osservando i ripetuti brindisi degli sposi e domandandosi se l’energia e la felicità di Evelyn, nel suo abito bianco, fosse reale o sapeva anche lei che stava definitivamente buttando via la sua vita in quell’unione in cui nemmeno lei credeva.


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Le portate principali le avevano servite quasi tutte, e la madre di Liam tornò dal buffet dei dolci tutta soddisfatta con in mano dei mignon ai mirtilli.
“A questo punto uno pensa che un pasticcio tale si possa risolvere In un unico modo, cioè con il tribunale”, disse George il padre di Liam discutendo animatamente con Henry.
“Il Tribunale? Esagerato. Lui non è imputabile per nessun Inganno o frode: ha ripreso ciò che era suo, pagando i suoi bei soldini”, rispose Henry.
George non si diede per vinto:
“Vorrei vedere; però, sta anche scritto sul giornale di ieri, è molto Improbabile che abbia ragione allo stato dei fatti”.
“Io non voglio entrare In merito alla stranezza di questa discussione che risale... A quando Bruna? Venti o quindici anni fa. Chiedo In nome di chi o di che cosa si può fare per disfare la vita di un individuo, giostrare coi suoi sentimenti, trattarlo come un burattino tirandolo per i fili ora di qua ora di là…” Farfuglio la madre di Liam ingurgitando l’ultimo pasticcino.
Liam con ripetuti sorrisi di circostanza, cercò di tenere un’espressione il meno cupa possibile partecipando con gli altri invitati ai numerosi brindisi, assicurandosi sempre che il suo bicchiere d’addio al suo amore fosse sempre colmo.
“Ragazzo, non hai bevuto ancora abbastanza? Vacci piano”, lo rimproverò il padre.
“Tranquillo, sono solo un po’ brillo, non faccio stupidate e poi brindo a un amica e alla sua felicità”, rispose il giovane, tracannando a goccia l’ennesimo calice.
“Quante sbronze ti sei fatto con Evelyn, a Roma, Londra, Los Angeles, dove fu anche arrestata; quante ne avete passate insieme tu e tua cugina… Non sei contento che ha messo la testa apposto?” Disse il padre.
“Non fu arrestata, pagammo una multa”, rispose Liam allungando la mano verso la bottiglia di rosso.
“Si, fra una sbronza e un arresto, avete deciso d’ignorarvi, e fu forse la vostra salvezza. Pensi che io e tua madre non lo sapevamo che voi due vi frequentavate?” Sentenziò a buon tono il padre fissandolo dritto negli occhi, attirando per un attimo l’attenzione dei parenti. Per sua fortuna a togliere dall’imbarazzo Liam ci pensò l’ingresso della torta nuziale e il frastuono degli invitati.


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Al momento della consegna delle bomboniere, Jason il marito di Evelyn si avvicinò al tavolo per salutare Liam stingendogli forte la mano:
“Liam, le tue follie hanno fatto la storia. Diventeremo buoni amici noi due, ti piace il football, vero? Evelyn mi ha raccontato tutto… Ti devo tenere d’occhio mi ha detto che sei un cugino terribile”.
“Beh, spero proprio non tutto”, sussurrò il padre di Liam nell’orecchio della madre: come risposta ricevette una gomitata.
Nel frattempo, al tavolo giunse anche la sposa accompagnata dal fotografo. Salutati i prozii Evelyn bacio Liam sulla guancia e insieme si spostarono a lato della sala mettendosi in posa per la classica foto ricordo.
“Come stai? Sei già bello brillo vedo o meglio ubriaco. Sei sbronzo?” Domandò la ragazza fissandolo sorridendo.
“Siamo a una festa? Allora mi diverto. La tua festa… Il tuo matrimonio”, rispose risentito Liam.
“Allora sorridi cretino”, disse lei abbracciandolo affettuosamente.
“Certo che sorrido non si vede. Sei bellissima”, mormorò con un filo di voce il ragazzo.
Fatti un paio di scatti, Liam prendendola per un braccio le sussurro all’orecchio:
“Fuori c’è la macchina di mio padre, ho le chiavi in tasca, potremmo fuggire insieme e andare lontano”
“Chissà come si arrabbia tuo padre, l’ultima volta che gliela abbiamo fregata la ritirata dal carrozziere”
“Fuggiamo, pensa che scandalo, se ne parlerebbe per anni. Ti amo e ti odio ancora, non lo so. Dobbiamo comunque parlarne di questa cosa, cioè di noi due, non posso essere il tuo amante per sempre”, disse Liam abbassando lo sguardo.
“Non dobbiamo parlare di niente, sorridi e facciamo contento il fotografo con queste dannate fotografie e poi…”
“E poi?” Domandò lui fissandola negli occhi.
“Mi porti via da qui! Lontano da tutto e da tutti: solo noi due. Facciamolo, voglio uno scandalo da prima pagina. Però guido io dammi le chiavi”, rispose la sposa ridendo all’obbiettivo.


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Con questo racconto partecipo al theneverendingcontest n° 77 S2-P6-I2 – Contest.
Il tema e l'ambientazione sono quelli proposti da road2horizon@road2horizon, vincitore del contest n° 76 S1-P6-I2:
Tema: scandalo
Ambientazione: pranzo di nozze
Saluti kork75@kork75

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