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Cosa sono gli Hikikomori? E cosa gli spinge a rinchiudersi nella loro stanza.
Fenomeno nato in Giappone dove vivono più di un milione e mezzo di persone segregate volontariamente in casa!
Questa loro scelta di vita principalmente inizia per una scelta legata alla vergogna.
Nasce un sentimento di non appartenenza al mondo frenetico e pressante che si vive in Giappone, da un inefficace rapporto con la propria famiglia, o semplicemente un forte disagio nel stare tra la gente.
Un giovane Hikikomori che ha deciso di non uscire più dalla sua cameretta, è un fallimento per la società e il genere umano, perché dettato dall’aver perso interesse per la vita.
La cosa ancora più triste e sconcertante delle famiglie Giapponesi che hanno un figlio Hikikomori è il non parlarne, e il non chiedere aiuto. Tutto dettato dalla vergogna. Per loro è drammatico avere un figlio Hikikomori.
In Giappone non si parla del fenomeno Hikikomori.
Ma quando si può iniziare a parlare di Hikikomori?
Quando una persona non esce di casa e dalla sua stanza da almeno sei mesi.
Il totale rifiuto col mondo reale ed esterno.
pazzesco
Il 75% degli Hikikomori in Giappone sono ragazzi, perché l’uomo nella società e nel mondo lavorativo giapponese riceve molte più pressioni.
Questo fenomeno che è partito dal Giappone sta dilagando molto velocemente anche in Italia, si stimano oltre 100 000 ragazzi e giovani adulti che sono diventati degli Hikikomori.
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Ma andiamo nello specifico, e cerchiamo di capire quali sono i fattori principali responsabili a creare un Hikikomori.
La pressione sociale!
Il bullismo scolastico.
La famiglia che non c’è.
Il lato caratteriale.
Tutti questi fattori, assieme ad altri creano una persona fortemente disagiata.
La quale trova confronto su internet, tra i libri, in tv.
Rinchiusa in casa e senza avere l’interesse di uscire.
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In Italia hanno aperto un associazione per dare un aiuto concreto agli Hikikomori italiani, e alle famiglie che si trovano ad avere un figlio Hikikomori in casa.
Una osservazione prettamente personale è quella di stare molto vicini ai propri figli, di ascoltarli e di parlarci.
Di cercare di notare i cambiamenti, anche quelli sottovalutati e meno importanti.
Concludo dicendo che il Giappone è un paese davvero impressionante su questo punto di vista.
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