Scuola, qual'è il suo vero ruolo?

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"Esistono tre luoghi dove le ore vengono scandite dal suono di una campanella: il carcere, la fabbrica e la scuola"

Questa frase è un po' come "il fine giustifica i mezzi" , che viene attribuita a Nicolò Machiavelli, ma in verità è un sunto dei suoi concetti, espressi nel "Il Principe", in cui l'autore non ha mai scritto quelle parole precise.

la frase iniziale è un condensato del libro "Sorvegliare e Punire", di Michel Focault, filosofo e saggista francese, che nella sua opera spiega come le istituzioni moderne utilizzino la disciplina del tempo come strumento di controllo sociale.

Quando le attività vengono scandite da segnali sonori a cui bisogna rispondere immediatamente, si crea un clima di subordinazione e controllo, in cui il subordinato è costretto a seguire minuziosamente gli ordini dall'alto, interrompendo qualsiasi cosa stia facendo, altrimenti potrebbe incappare in gravi punizioni.

È, a livello pratico, il razionamento , somministrato dall'alto, dell'unico bene che nessuno , anche l'uomo più ricco al mondo può comprare, ovvero il Tempo.

E la scuola è un luogo che abbiamo frequentato tutti, infatti si chiama "scuola dell' OBBLIGO", non certo del piacere di imparare con gusto cose nuove, ma più che altro, un posto dove seguire un percorso prestabilito.

È ovvio, alle elementari s'impara a "leggere e far di conto", ma si nota , da subito, una spinta al conformismo, tutta la classe , spesso di 20-30 alunni, deve ripetere a pappagallo la stessa poesia, la stessa lezioncina di storia a memoria, ed è meglio se ci si allinea con le interpretazioni dell'insegnante di turno, senza fare troppe domande, altrimenti sono guai....

Infatti, quello che molti criticano al vecchio sistema scolastico è l'allenamento ad uno spirito critico, ad una spinta personale che riesca a valutare quello che fanno tutti gli altri, a mo' di gregge, e che lo spinga a riflettere sulla situazione per capire se è in linea con i suoi standard morali, e che nessuno deve essere costretto a fare qualcosa perchè " tutti fanno così".

Un altro grande difetto è senza dubbio le enorme mole di materie e argomenti fatti in modo superficiale, una specie di macedonia annacquata , in cui bisogna toccare tutti i punti del "programma ministeriale", senza mai addentrarsi e capire a fondo qualcosa nello specifico: forse è meglio fare poche cose con qualità, che fare mille cose in fretta e furia, per far vedere a fine anno che grande quantità di nozioni sono state studiate.

Infondo, siate sinceri, quante cose vi ricordate di quello che avete "studiato" a scuola?

Un ragazzo che inizia la prima elementare a 6 anni e si laurea intorno ai 26-27, ha fatto più di vent'anni, più di un quinto di secolo passato sui libri a studiare: dovrebbe essere, a quel punto, un luminare della sua materia, un grande esperto, e invece si ritrova ad essere un pischello alle prime armi, che deve supplicare di trovare un posticino da apprendista, se gli va bene.

La scuola è forse una istituzione ancora troppa legata al passato, quando doveva essere un luogo dove formare i cittadini "obbedienti" di decenni fa, dall'operaio all'impiegato, che dovevano avere le nozioni base per portare a compimento i loro lavori, prendendo in maniera passiva gli ordini dai loro superiori.

Superiori che quasi sempre mandavano i figli alle scuole private, o con educatori personalizzati, non certo nelle "classi pollaio" della scuola pubblica del quartiere.

Insomma, io credo che le nuove tecnologie e la possibilità di studio sul web, possa essere un grande passo non dico per eliminare, questo no, ma almeno per riformare il ruolo della scuola.......... quel luogo, dove, quando nevicava, tutti eravamo contenti perchè non ci dovevamo andare !!!

Grazie dell'attenzione e alla prossima.

immagine realizzata con ChatGPT

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