Preparatevi a tirare fuori il documento d'identità, ogni volta che accenderete il computer o lo smartphone, perchè il web, più o meno libero, che conosciamo in questi anni sta morendo proprio in questi giorni.
Ovviamente , come durate la pandemia Covid bisognava "salvare i nonni", adesso dobbiamo "salvare i bambini" dalla zozzerie della rete, come se i governi avessero scoperto questa problematica solo da un paio di anni, in verità se ne discute da decenni, proprio da quegli anni 90 che hanno visto la nascita e la diffusione del web.
Negli anni 90, magari, avevamo pagine semplici e sgranate scritte solo in HTML, bisognava sentire quel terribile scricchiolio del modem 56K che occupava la linea telefonica, e per caricare un solo video ci volevano svariati minuti, però , almeno, si poteva visitare qualsiasi sito senza rompimento di scatole, o al massimo veniva chiesto "sei maggiorenne?", e tutti cliccavano sì, anche quelli che erano iscritti alla prima elementare, al massimo ci pesavano i genitori a dirgli di non visitare i siti zozzi, o cercavano di mettere qualche filtro o parental control per evitare che i figli minorenni andassero su siti per adulti....ma essendo i ragazzi molti più sgamati a livello tech, dei genitori boomer, evitavano anche quei filtri e andavano su tutti i siti che volevano.
Ed è l'Australia che si sta dimostrando il paese più autoritario sul controllo del web: stanno per partire l’obbligo di verifica dell’età per i motori di ricerca come Google e Microsoft Bing, e un altro obbligo di mostrare la propria età sopra i 16 anni per attivare un account sui social come TikTok, Facebook, Instagram, Snapchat, Reddit e X.
E nella lista dei social obbligati a verificare l'età dei propri utenti australiani è finita anche Youtube, la più famosa e popolare per i video, che ora si ritrova l'obbligo di implementare un sistema di verifica entro dicembre di quest'anno: chi ha 16 anni o meno, non può, infatti, commentare o pubblicare sulla piattaforma , oltre a dover subire la censura di materiale considerato pericoloso.
E il Regno Unito si sta muovendo nella stessa direzione, a partire dal 25 luglio, i siti per adulti , in UK, dovranno attivare un sistema di Age Verification che deve essere considerato “highly effective” dalle autorità inglesi, quindi si tratta di caricare documenti di identità, carte di credito, fare selfie, identità digitale o dati bancari... insomma, roba pesante.
Negli USA la situazione sembra, per adesso, leggermente più morbida, ma la stessa Youtube sta preparando , per gli utenti a stelle e strisce, un "age verification AI", che dovrebbe dedurre l'età degli utilizzatori in base a vari fattori, tra cui i video guardati e le ricerche fatte, anche su google e altri motori di ricerca.
Quindi, se per caso la "Age Verfication AI", pensa che voi siate dei minorenni, può bloccarvi l'account, e voi dovete caricare documenti per dimostrare che siete maggiorenni.
Il vero scopo , di tutta questa manfrina, è proprio questo: costruire un vero e proprio database , in cui tutti caricano i propri documenti, e tutte le attività su internet verranno linkate alla propria identità digitale.
Il "bisogna salvare i bambini" è la solita scusa per applicare imposizioni draconiane, con la speranza che la persone media si adegui senza battere ciglio, infondo sono disposizioni messe per una giusta causa.
E la nostra cara EU si sta strusciando le mani, non vi preoccupate, non vedono l'ora di costringerci a caricare documenti per ogni piccola attività sul web, non possono certo rimanere indietro rispetto a UK e Australia !
Chi sa, forse Hive e altre realtà su blockchain potranno essere l'unica ancora di salvataggio per un internet che sta affondando negli abissi del controllo totale!
Grazie dell'attenzione e alla prossima.
Immagine realizzata con ChatGPT